L’errore in rassegna
17 Dicembre Dic 2012 1842 17 dicembre 2012

Se “avevo avuto” un penny per ogni congiuntivo sbagliato da terzi, “ero” già ricca…

Il congiuntivo. Ci cascano sempre tutti. Anche poco fa, in un quiz televisivo. Apro una piccola parentesi sul fatto che, proprio grazie ad una domanda rivolta al concorrente, sono venuta a conoscenza di un trattamento di bellezza made in USA a base di schiaffi. Praticamente, tu paghi 200$ per ricevere sonore sberle da un’estetista che ha studiato per dartele nel modo corretto. Sorvoliamo sul fatto che io riuscirei a far ringiovanire un numero imprecisato di persone senza alcuna ricevuta, e torniamo al tanto (a me) caro congiuntivo. Nel quiz si chiedeva ai concorrenti di non dire la forma verbale scorretta presente in una lista. (Tradotto brevemente, il concorrente avrebbe dovuto- mentalmente- individuare quella scorretta e procedere con l’eliminazione di tutte quelle corrette). Ovviamente, si trattava di forme verbali particolari: passato remoto, participio presente, gerundio, e simili. E, ovviamente, il terzo verbo della lista era un bel congiuntivo sbagliato. (Tradotto brevemente, l’unica risposta che non avrebbe dovuto dare il concorrente). Gioco velocissimo, perché tempo di dare due risposte e tadan! un concorrente è caduto sul congiuntivo che essi udino. Per l’amor del cielo, suona anche bene e potrebbe sembrare corretto. Peccato, però, che la terza persona del congiuntivo presente sia che essi odano. Ma son dettagli…

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