Andrea Tavecchio
Fisco e sviluppo
18 Dicembre Dic 2012 1439 18 dicembre 2012

Fossimo sulla strada giusta Depardieu verrebbe in Italia

Non sono un turbo liberista e penso che il dibattito sui "plutocrati" abbia un punto di verità perchè che Warren Buffet - l'uomo più ricco del mondo - paghi meno imposte sul reddito della sua segretaria è assurdo, come lo stesso oracolo di Omaha dichiara pubblicamente. Fatta questa premessa trovo la polemica contro l'attore francese Gérard Depardieu folle, ideologica e sbagliata perchè è sbagliata l'impostazione che si sta dando in Francia per uscire dalla crisi.

Con nuove tasse su chi produce non si torna a crescere, anzi si muore. In Italia (e Francia) abbiamo - a differenza che negli USA - una tassazione già elevatissima su chi lavora, bisogna gradualmente abbassarla e nel frattempo ripensare il patto generazionale, rivedere il funzionamento dello Stato, della giustizia e del mercato del lavoro, liberare le energie imprenditoriali ed attrarre talenti e investitori, anche esteri.

Come scriveva nel 1948 Luigi Einaudi "Uomini attivi e laboriosi e capaci a creare ricchezza sono numerosi in Italia. A metterli in valore urge abolire tutte le manomorte tributarie, urge non creare manomorte nuove, urge sostituire al barocco vigente imbroglio di balzelli multicolori, un sistema semplice chiaro, il quale sia di stimolo e non di remora a chi lavora e produce.” Solo così tornero a crescere; fossimo sulla strada giusta Gérard Depardieu dovrebbe venire a vivere in Italia e non andare in Belgio (o a Londra).

twitter @actavecchio

Lettera aperta di Gérard DEPARDIEU, a Jean-Marc AYRAULT, primo Ministro di François HOLLAND.

“Miserabile, lei ha detto “miserabile”? Com’è miserabile.
Sono nato nel 1948, ho cominciato a lavorare quando avevo 14 anni come tipografo, come magazziniere e poi come artista drammatico.
Ho sempre pagato le tasse e le imposte, di qualsiasi aliquota e di qualsiasi Governo.
In nessun momento non ho ottemperato ai miei doveri.
I film storici che ho interpretato, sono la testimonianza del mio amore per la Francia e per la sua storia.
Personaggi più illustri di me sono stati esiliati o hanno abbandonato il nostro Paese.
Sfortunatamente non ho più nulla da fare qui, ma continuerò ad amare i francesi e il pubblico con cui ho condiviso molte emozioni!
Parto, perchè considerate che il successo, la creazione, i talenti, in pratica la differenza, debbano essere sanzionati.
Non chiedo approvazione, ma potreste almeno rispettarmi. Tutti coloro che hanno lasciato la Francia, non sono stati insultati come il sottoscritto.
Non devo giustificare le ragioni della mia scelta, che sono tante e intime.
Parto dopo aver pagato, nel 2012, l’85% di imposte sul reddito. Ma voglio conservare lo spirito di questa Francia, che era bella e che spero lo resterà.
Vi restituisco il mio passaporto e la mia tessera della mutua, di cui non mi sono mai servito.
Non abbiamo più la stessa patria, io sono un vero europeo, un cittadino del mondo, come mi ha sempre inculcato mio padre.
Trovo miserabile l’accanimento della giustizia nei confronti di mio figlio Guillame, giudicato da Giudici che l’hanno condannato, quando era ancora un ragazzo, a 3 anni di prigione per 2 grammi di eroina, quando molti altri venivano risparmiati per reati ben più gravi.
Non condanno tutti quell che hanno il colesterolo alto, la pressione alta, il diabete, quelli che bevono troppo alcol o che si addormentano sul loro motorino: sono uno di loro, come i vostri cari media amano sempre ripetere.
Non ho mai ammazzato nessuno, non penso di avere dei demeriti, ho pagato 145 MILIONI di € di imposte in 45 anni, ho dato lavoro ad 80 persone nelle aziende che sono state create per loro e gestite da loro.
Non sono qui per lamentarmi, né per vantarmi, ma rifiuto il termine “miserabile”.
Chi siete voi per giudicarmi così, glielo chiedo signor Ayrault, primo Ministro del signor Hollande, vi chiedo, chi siete voi?
Malgrado i miei eccessi, il mio appetito, il mio amore per la vita, sono un essere libero, signore, e non voglio essere maleducato.”
Gérard Depardieu
Traduzione di Valentina Cavinato per Chicago Blog

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