Cazza la randa
20 Dicembre Dic 2012 1650 20 dicembre 2012

Ma la Lega ha i soldi per correre da sola alle politiche?

Oggi Bobo Maroni ha detto che la Lega Nord potrebbe correre da sola alle prossime elezioni politiche. Per competere da soli ci vuole un fiume di denaro. Di cui non è detto che i padani possano disporre.

Non va infatti dimenticato che è tuttora sospesa, da questa estate, l'erogazione della rata di rimborso elettorale del 2010, iscritta sul bilancio 2011, pari a ben 17 milioni di euro. Se i padani decideranno davvero di affrontare in solitudine la galoppata elettorale, si tratta di risorse tanto più preziose. Senza le quali peraltro il rendiconto 2011 è tecnicamente in perdita per circa 9 milioni di euro.

Non è questo in realtà l'unico elemento di criticità che presenta il primo bilancio dell'era Maroni. Certo la Lega si è lasciata alle spalle la gestione Belsito e conseguentemente i conti firmati da Stefano Stefani, nuovo tesoriere, certificano, in parte, le operazioni allegre messe in atto dal suo predecessore. Come ad esempio l'emissione di assegni per 881 mila a favore di soggetti di cui non si conosce l'identità; o il bonifico da 1,15 milioni di euro a terzi non giustificato, “di cui, per una quota pari a 350 mila euro non si ritiene vi sia ragionevole certezza di recupero”; o i 5,35 milioni di euro di esborsi avvenuti “in relazione a potenziali investimenti finanziari non concretizzatisi”.

Al contempo, però, nel bilancio 2011 elaborato da Stefani sotto la guida e supervisione di una primaria società di revisione, permangono importanti aree di opacità. Ed a nulla sono valsi i reiterati tentativi di avere spiegazioni da parte della Lega Nord per rendere meno appannato il quadro. In ciò c'è assoluta continuità tra Stefani e Belsito, che appunto evitava di rispondere alle domande dei cronisti su entrate e uscite di bilancio. E pure l'impostazione di fondo del bilancio 2011, così poco incline a fornire elementi per una lettura analitica, non è dissimile da quella dei bilanci precedenti.

Balzano all'occhio, ad esempio, i 7,2 milioni di euro di spese - equivalenti al 38% dei costi della cosiddetta gestione caratteristica - riconducibili ai capitoli delle “altre spese” e dei “contributi vari”. Parliamo rispettivamente di circa 3,7 milioni di euro (quasi il doppio dell'importo del 2010) e di 3,5 milioni di euro, rispetto ai quali il bilancio depositato alla Camera non fornisce alcun dettaglio. Poi non è dato sapere a cosa si riferiscono i 4,5 milioni di euro (erano 9 milioni nel 2010) di “oneri diversi gestione”; o per quale ragione è stata sottoscritta una fideiussione del valore di 195 mila euro; e cosa contiene la voce "acquisti di beni", che vale 1,6 milioni di euro.

In merito alle attività finanziarie iscritte a bilancio e che valgono 20,3 milioni di euro, la scarna nota integrativa precisa che “sono depositate presso istituti di credito o finanziari residenti in Italia”. Peccato che non sia evidenziato con esattezza e come dovrebbe essere normale per cifre così rilevanti, su quali prodotti finanziari è spalmata la cifra. Stranamente non viene nemmeno scritto quali sono i titoli depositati in custodia ed in amministrazione che producono oneri straordinari pari a 1,7 milioni di euro.

Un altro capitolo interessante è quello delle partecipazioni. Ancora una volta, il variegato mondo delle società controllate dalla Lega Nord produce una perdita (91 mila euro). Che peraltro avrebbe potuto essere più cospicua se, in assenza del classico e lecito gioco di partite di giro, fossero state conteggiate anche le rinunce a crediti pari a poco meno di 900 mila euro. Sta di fatto che le due holding della Lega – la Pontida Fin per le proprietà immobiliari e la Fin Group spa per le “attività commerciali ed industriali” come Media Padania, Celticon, La Bicicletta Padana - , tra perdite, rinunce a crediti, liquidazioni, azzeramenti e ricostituzione del capitale sociale, è calcolabile abbiano bruciato, dal 2009 al 2011, circa 4 milioni di euro. Dentro i quali, a quanto pare, ci sarebbero anche finanziamenti a realtà politicamente amiche. Come la scuola della moglie di Bossi e il sindacato padano Sinpa di Rosi Mauro, che, secondo le intercettazioni, avrebbero ricevuto dalla Pontida Fin rispettivamente 1,5 milioni di euro di mutuo e 2-300 mila euro all'anno.

Tutto ciò insomma per dire due cose. Che in presenza di un quadro di bilancio non solidissimo e, con riferimento al rendiconto 2011, tuttora al vaglio degli inquirenti, Maroni dovrà puntare soprattutto su risorse esterne per pagarsi la campagna elettorale. E che la strada verso un grado accettabile di trasparenza nella esposizione dei conti della Lega è ancora decisamente lunga.

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