In principio è cinema
21 Dicembre Dic 2012 1316 21 dicembre 2012

Accadrà "l'impossibile" anche per il cinema italiano?

Economia in crisi, cinema nazionale che fatica a imporsi all'estero ma anche in casa (nonostante autori interessanti): non stiamo parlando dell'Italia, ma della Spagna, che attraversa(va) un periodo molto simile a quello di casa nostra.

Il tempo "passato" sembra d'obbligo, perché quella situazione deficitaria è cambiata l'11 ottobre 2012, giorno in cui è uscito "Lo Imposible" di Juan Antonio Bayona, interpretato da Naomi Watts ed Ewan McGregor.

Un film spagnolo di produzione ma dall'evidente "respiro" internazionale, sia per il cast sia per la tematica (uno sforzo produttivo enorme ha ricreato lo tsunami in Thailandia del 2004 con un realismo sconvolgente).

Il film di Bayona (secondo della sua carriera, dopo l'apprezzato "El Orfanato") è diventato nel giro di poche settimane il film iberico dal maggiore incasso della storia, posizionandosi al secondo posto assoluto dietro solo ad "Avatar" (74 milioni di euro per Cameron, 52 al momento per "Lo Imposible"), e ora che sta uscendo nel resto del mondo - oggi 21 dicembre negli USA - quel dato non potrà che crescere, anche perché si vocifera di probabili candidature agli Oscar...

Un fenomeno economico diventato anche "sociale" in Spagna, con 6 milioni di persone (su 47 di popolazione) che lo hanno già visto. L'orgoglio iberico, a detta di molti, pare aver avuto il suo contributo in aggiunta al valore artistico del film: nonostante il cinema sia considerato per il suo costo sempre più un bene di lusso dalla gente, in molti hanno dichiarato all'uscita dalle sale di essere fieri di aver aiutato l'industria nazionale.

L'uscita del film è stata resa un evento dalla co-produttrice Telecinco (perché invece la sua proprietaria Mediaset in Italia si sta quasi disinteressando al cinema?), con la serata di anteprima trasmessa in diretta sui sette canali dell'emittente!

La storia al centro del film è profondamente iberica (Maria Belon, il personaggio di Naomi Watts, è spagnola), e questo ha sicuramente contribuito, ma il risultato è giunto comunque inatteso per proporzioni.

Si pensi che nei 9 mesi precedenti la sua uscita, il cinema spagnolo valeva al box office circa il 10% del totale incassi, percentuale stravolta da Bayona (un po' come fece il boom di Checco Zalone da noi, a cui però purtroppo non fummo capaci di dare un seguito).

Ora si parla in Spagna di una chiusura annuale al 17%, due punti più del 2011: l'epopea della famiglia Belon, che schiacciata da uno tsunami "fisico" ha saputo reagire e rinascere è stata (e sarà?) di ispirazione per l'industria cinematografica locale, che il tracollo economico del paese stava facendo soccombere.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook