Andrea Guarise
ABC. A-Always, B-Be, C-Closing
21 Dicembre Dic 2012 1537 21 dicembre 2012

Una brutta notizia per il mercato immobiliare italiano: siamo ufficialmente in serie B

In questi ultimi giorni stavo approfondendo con maggior attenzione il mercato immobiliare tedesco, e in particolar modo i suoi vari operatori, e le rispettive strategie di sviluppo. Oggi leggo, e non posso non condividere il pensiero di Lorenzo Dilena circa l’acquisto di General Electric della divisione aeronautica della Avio: una notizia positiva perché è il segno che qualcuno che crede nell’Italia c’è e ci investe.

Se c’è qualcuno che invece non crede al mercato (immobiliare) italiano sono gli operatori tedeschi, tra i quali porto ad esempio, una società quotata sul segmento SDAX della Borsa tedesca, con un AUM (Asset Under Management) di 6,7 miliardi di euro investiti nel settore immobiliare europeo, e che ha appena acquisito una società britannica con masse di immobili gestiti di 700 milioni di euro.

Credo che l’immagine in calce valga più di tanti discorsi, ed è ripresa in parte dalla brochure istituzionale del summenzionato operatore, dove vengono segnalati, per il settore residenziale, i Paesi in Europa come obiettivo primario d’investimento, e d’obiettivo secondario, e le città oggetto d’investimento.

E non è l’unico operatore con una strategia di sviluppo simile in Europa. Piaccia o non piaccia, all’estero il nostro ormai è considerato un mercato secondario, e oggi, purtroppo alla domanda che mi e vi avevo posto con il debutto del blog su Linkiesta, la risposta è di facile intuizione.

C’è da fare molto in Italia, con riferimento al settore immobiliare (ma non solo), per ritornare in serie A, non la “battaglia politica” sull’IMU.

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