Simone Paoli
Actarus
22 Dicembre Dic 2012 2102 22 dicembre 2012

Elezioni ed ambiente, lo stato (triste) dell'arte

Tra due mesi saremo chiamati a votare, in una delle elezioni più importanti della storia della Repubblica. Visti i problemi che abbiamo ci si aspetterebbe una seria discussione sui programmi, sui progetti che si hanno per il futuro del paese, anche solo dell’idea stessa del paese che si vuole.
Poiché mi occupo di ambiente ed energia, mi sono preoccupato di andare a vedere su questi temi cosa si trova nei documenti programmatici dei vari contendenti, fiducioso che sotto la coltre di parole vuote ed insulti che stanno di nuovo caratterizzando la campagna elettorale, si trovasse qualcosa.

Ma prima di esporvi i risultati, per capire quale sia l’impatto reale della così detta Green Economy, consiglio di dare un’occhiata al documento dell’EurobservEr, “Lo stato delle energie rinnovabili in Europa”, che trovate su http://www.eurobserv-er.org/ . Cito un paio di dati, riferiti al 2010. Gli occupati in Europa erano 1.114.210, in Italia 108.150. Il turnover pari a 127 Miliardi di € in Europa, 16 in Italia. Cifre importanti, in costante crescita, eppure in Italia il settore non gode di grande considerazione, relegato a imprenditori di buona volontà e troppo spesso considerato un capriccio per ambientalisti. I numeri dicono altro. Tralascio qui di parlare dei problemi che in Italia sono patrimonio comune (burocrazia, modifiche legislative a getto continuo, comitati più o meno spintanei, che non è un errore di battitura, etc etc). Fatta questa breve considerazione, come affrontano la questione Green Economy i nostri aspiranti governanti?

Direi di cominciare analizzando cosa propone il candidato Premier della coalizione in testa a tutti i sondaggi, ovvero Pierluigi Bersani. Il programma completo si trova su http://www.bersani2013.it/documenti/10idee/indice.htm#.UMsFx6yI6B8
Diciamo subito che siamo lontani dalle centinaia di pagine del programma del fu Ulivo, anzi siamo all’opposto. Cercando quel che mi interessa, qualcosa si trova sotto la voce sviluppo, ma assolutamente generico e senza nessuna azione concreta, un numero, un progetto. Se a questo si aggiunge l’esclusione dal listino del segretario di tutti gli esponenti del PD che più si sono interessati a queste materie, pare di capire ci sia poco da aspettarsi. Per curiosità ho cercato anche sul sito del PD http://www.partitodemocratico.it/area/9/id_tipodoc/84/t/aree-documenti-indice/indice.htm ma anche qui le proposte sulla green economy risalgono al 2010.

Per quanto riguarda le formazioni di centro, Italia Futura propone la sua Agenda Italia 2013 (http://www.italiafutura.it/dettaglio/115113/agenda_italia_2013) ma sulle tematiche ambientali buio pesto. Per quanto concerne l’UDC ho cercato in lungo e in largo sul sito, ma ho trovato solo questo: http://www.udc-italia.it/Dipartimenti/HomeDipartimenti.aspx?dip=51. Dell’Agenda Monti ne parleremo quando la troveremo. Pare di capire dunque che anche al Centro la tematica sia affrontata con l’approccio “vogliamo la pace nel mondo”.

Passiamo al centrodestra. Nulla da segnalare sul sito del PDL, qualcosa si trova nel sito della Lega: http://www.leganord.org/index.php/le-idee. Si pone grande accento su controlli a raffica su tutte le possibili fonti di inquinamento, concludendo con i soliti buoni propositi (“Gli investimenti economici, attraverso un’ottica green, a tutela dell’ambiente costituiscono un meccanismo virtuoso determinante non solo per la qualità della vita ma anche come efficace fattore di sviluppo”). Però va detto che il sito è molto verde! Qualcosa dicono anche sui rifiuti, “Dal punto di vista gestionale devono essere tutelate le eccellenze del NORD, rappresentate da società pubbliche virtuose, consentendo la possibilità degli affidamenti in house.” Con la proposta di un meccanismo che penalizzi le aziende/Enti non virtuosi. Proposta accettabile, meno la chiusura alla concorrenza.

Fermare il Declino non ha tra i suoi 10 punti qualificanti nulla che abbia a che vedere con le tematiche ambientali, ed è a mio avviso un buco da colmare.

Ben più preciso, a questi livelli, è il programma delM5S (http://www.beppegrillo.it/movimento/2010/07/energia.html) che punta su due punti qualificanti:

  1. efficienza energetica degli edifici sul modello Casaclima Altoatesino (che funziona, lo confermo per esperienza diretta) e sulla cogenerazione diffusa
  2. favorire impianti di produzione di energia e calore da fonti rinnovabili, con semplificazioni ed incentivi modulati. Sono espresse una serie di proposte, alcune difficilmente realizzabili (presuppongono interventi su leggi già in vigore), altre con effetti da valutare (produzione biocombustibili legandolo alla produzione agricola).

Sicuramente il programma più dettagliato e propositivo, pur con le sue criticità e lacune.

Concludendo, ho cercato di passare brevemente in rassegna i programmi (o presunti tali, come visto) ad oggi disponibili delle principali forze in campo alle prossime elezioni, per quanto concerne le tematiche ambientali. Se ho perso per strada qualche documento, grazie in anticipo a chi lo volesse segnalare. Visto che allo stato attuale paiono (molto) a corto di idee, mi permetto un suggerimento, che richiede loro uno sforzo non eccessivo.
Nel corso dell’ultimo anno, con la collaborazione del Ministero dell’Ambiente, sono stati promossi gli stati generali della Green Economy. Al seguente link (http://www.statigenerali.org/consultazione/documenti) i nostri prodi candidati possono trovare 70 proposte già studiate e confezionate. Sono a disposizione, possono scegliere quelle che preferiscono e farle parte integrante del loro programma. Nessuno li accuserà di aver copiato, anzi sarebbe dimostrazione di serietà attingere a chi su questi temi lavora tutti i giorni.
Ma forse è più semplice promettere la pace nel mondo.

Avviso: inizia con questo articolo la mia esperienza di blogger. Spero possa essere rappresentativo del mio modo di affrontare le questioni, che non annoi troppo chi avrà la gentilezza di leggerlo e che alla fine faccia venire dubbi e la voglia di chiarirli. Ovviamente tutte le critiche sono benvenute.

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