Usi e consumi
22 Dicembre Dic 2012 1605 22 dicembre 2012

Se anche il fast fashion rallenta

Diciamo da tempo che il mercato della moda risente della crisi ma le sue fasce più estreme (il lusso da una parte e il fast fashion dall’altra) si salvano. Ecco, sembra che non sia più così, almeno per il fast fashion.


Nell’ultima parte del 2012 i colossi del settore, ovvero il gruppo svedese Hennes & Mauritz e la spagnola Inditex (che controlla, tra gli altri, Zara e Bershka), sono cresciuti meno del previsto. In particolare nel trimestre settembre-novembre 2012 H&M ha registrato un incremento delle vendite pari al 9% che è dovuto, però, essenzialmente alle nuove aperture (circa 300) messe a segno nell’anno. Se si considerano i dati a parità di perimetro emerge, invece, un calo pari a l’1%. Discorso simile per Inditex che, per la prima volta dal 2010, non ha battuto le stime, ma si è limitata a confermare le aspettative sui dati di bilancio. Tanto che gli analisti hanno previsto, per il primo semestre del nuovo anno, vendite più moderate rispetto a quelle ottenute nello stesso periodo del 2012.


Che cosa sta succedendo? Siamo stanchi delle copie a basso prezzo dei capi visti sulle passerelle? Probabilmente un po’ sì. E’ possibile che i consumatori si domandino che senso abbia comperare l’ennesima t-shirt a 19.90 oppure spendere 70 euro (o meglio 69.90) in un giaccone che, alla fine della stagione, finirà direttamente nel sacco degli abiti usati, senza neppure passare per la tintoria. Tanto più che, alla stessa cifra, si possono scovare, girando per mercatini o piccoli artigiani, capi di qualità almeno analoga ma non così “già visti”. Con il valore aggiunto della scoperta: l’ho trovato io, ce l’ho solo io, è diverso da quello degli altri.


Anche la strategia di realizzare capi limited edition in partnership con griffe e personaggi più o meno noti sembra mostrare la corda. L’ultima in ordine di tempo è stata la collezione firmata da Maison Martin Margiela per H&M: giacche, pantaloni, gonne, abiti dai prezzi non proprio popolari (il piumino sfiorava i 250 euro) e dalla fattura non particolarmente accurata (comunque di fast fashion si tratta). Con gli stessi soldi si può sicuramente acquistare qualcosa di più originale e di migliore qualità… Devono averlo pensato in molti.

Disegno di Margaux Motin

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