Accadde Domani
23 Dicembre Dic 2012 1439 23 dicembre 2012

Demagogia, spudoratezza e falsità: Silvio Berlusconi senza vergogna.

Chissà se Silvio Berlusconi si è mai vergognato, o come avrebbe detto il filosofo Kierkegaard, chissà se l'ex premier si è mai guardato allo specchio per le falsità raccontate al popolo italiano in un ventennio. Il quesito potrebbe sembrare anacronistico e fuori tempo massimo ma la sua ultima decisione di tornare a presentarsi come candidato premier ci costringe a fare di nuovo i conti con la maledizione di Arcore. Come ha detto di fronte a milioni di anni il geniale Roberto Benigni, non sono gli italiani ad avercela con lui ma è lui che c'è l'ha con gli italiani.
Lasciamo perdere le clamorose promesse che fece anni fa nel salotto di Bruno Vespa a proposito di occupazione e tasse. La prima favoleggiava di un milione di posti di lavoro in più, la seconda annunciava un abbassamento delle tasse. Le cose sono andate, come tutti sanno, in senso contrario.
Lasciamo perdere anche le più recenti prese in giro degli italiani sulla nipote di Mubarak e la faccia tosta con la quale ha raccontato, davanti a una D'Urso tappetino, che lui poverino le orgie le faceva perché era rimasto solo, gli era morta la madre, la signora Veronica Lario lo aveva lasciato, (Chissà come mai!) e lui si voleva svagare un po' con le olgettine, tra le quali poi ha trovato la ventisettenne sua attuale fidanzata.
Lasciamo perdere infine la spudoratezza con la quale ha gestito la giustizia ad personam, paralizzando per anni il Parlamento al solo scopo di fare leggi che gli evitassero guai giudiziari. E infine lasciamo perdere le balle clamorose che il signor Berlusconi ci ha raccontato per anni sulla crisi economica, sostenendo con una sfrontatezza senza pari che la crisi non c'era. Era un'invenzione dei comunisti.
Possiamo lasciar perdere tutte queste cose non perché non siano gravissime, un'ipoteca pesantissima sui destini del nostro paese, una sciagura che si è abbattuta anni fa sull'Italia di cui paghiamo ancora le conseguenze, ma perché nella recente candidatura a Palazzo Chigi Silvio Berlusconi ha superato se stesso per demagogia, falsità, furbizie di basso rango, tatticismi e false promesse. Si è presentato per quello che è, un falsario della politica. Mario Monti, come testimonia la conferenza stampa tenuta oggi dal premier dimissionario, ne sa qualcosa. La gestione del caso Monti da parte di Silvio Berlusconi é stata a dir poco demenziale. Prima ha dato ordine al maggiordomo Alfano di sfiduciare il governo Monti, 24 ore dopo, vista la presa di posizione del Ppe a favore di Monti ha escogitato il diversivo tattico di candidarlo addirittura alla leadership del centro destra e infine quando ha capito che Monti non avrebbe mai potuto accettare questa incongruenza ha deciso di tornare in scena definendo disastroso l'operato del governo Monti. Roba da ubriachi, verrebbe da dire. Ma il Cavaliere non è ubriaco, è scaltro e tenterà in tutti i modi di utilizzare questo rifiuto di Monti a suo favore, accusandolo di essersi schierato con il centro sinistra. Le dichiarazioni di Alfano rilasciate dopo l'intervista a Monti di Lucia Annunziata sono palesi. Aprono una nuova fase della campagna elettorale che vedrà un Silvio Berlusconi nelle vesti peggiori. La liturgia berlusconiana è giá cominciata: contro i giudici, contro i comunisti, contro i traditori del centro, contro "l'uomo scimmia" Grillo. L'unica speranza é che gli italiani non si facciano di nuovo ammaliare dall'abile baro della politica italiana. È per evitare un'altra iattura c'è un solo modo: diffidare delle cose che dice e che dirà nelle prossime settimane. Valga per tutte la promessa di abolire l'Imu. Non credergli mai, neppure quando giura sui suoi figli e prepararsi a sotterrarlo con milioni di voti contro la sua folle politica.

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