RossaFreccia
24 Dicembre Dic 2012 1801 24 dicembre 2012

O sei un tecnico, o sei un politico. Le due cose insieme non ci stanno...

Mi ha lasciato un retrogusto sgradevole la conferenza stampa del presidente Monti, che pure ha interpretato in questi mesi con grande dignità il ruolo di primo ministro. Ciò per due motivi semplici che spero trovino chiarimento nei prossimi mesi (ma ne dubito). Il primo riguarda il suo ruolo. O sei un tecnico (naturalmente con un'area di riferimento) come è stato Ciampi o sei un politico come sono diventati Prodi e Berlusconi (per citarne due che venivano da altre esperienze). In ogni caso puoi arrivare alle massime cariche istituzionali, come infatti è accaduto a tutti quelli che ho citato. Ma quel che non va bene è se cerchi di essere le due cose insieme. Monti critica Berlusconi come fa un politico, ma attende l'investitura come fosse un tecnico. Guida un governo non indicato dagli italiani ma entra nel merito delle alleanze per le prossime elezioni, sposando, senza esporsi troppo, il raggruppamento centrista. Si dice disponibile a fare di nuovo il premier, ma evita di porsi di fronte al giudizio degli elettori. Tutta roba difficile da digerire, soprattutto per Bersani e per il PD. In secondo luogo produce un documento politico, la famosa Agenda, che è troppo per essere un memorandum, mentre è troppo poco per essere un programma elettorale. Infatti se fosse solo un memorandum non verrebbe assunta come collante esistenziale da soggetti che si apprestano alla campagna elettorale (Casini, Fini e Montezemolo), mentre se fosse un programma elettorale non potrebbe che tradursi in una lista, cosa che invece non accade se non in forma indiretta. Insomma un gran pasticcio, la cui ambiguità ha infatti trovato critiche anche tra i sostenitori dell'esperienza Monti: valga per tutti l'editore alle di Massimo Franco sul Corriere della Sera di oggi. Una roba un po' all'italiana verrebbe da dire. Poco Bruxelles e molto Posillipo, nella versione deteriore. Con una aggiunta di carattere elettorale. Se Monti attacca Berlusconi a testa bassa si pone dalla parte opposta del Cavaliere. Quindi cerca voti per i centristi nella metà campo di Bersani. D'Alema aveva capito tutto: il PD ha solo da perdere da tutto questo.

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