Io viaggio in treno… purtroppo
24 Dicembre Dic 2012 1056 24 dicembre 2012

Pendolaria 2012: parte 2. Chi sale e chi scende

E come promesso iniziamo una lunga (si spera, metti caso i Maya siano solo in ritardo perchè anche loro viaggiano su qualche linea regionale) carrellata su quel tesoro che sono le 76 pagine del rapporto Pendolaria 2012.

Se ve lo volete leggere tutto in una volta lo trovate Rapporto Pendolaria 2012. Sennò seguiteci qua, ogni lunedì, così da non smentiere la nostra nomea di terribili pendolari, pure un po' fetish (cit. )

Ci fa piacere sapere che, dati alla mano, siamo quasi 3 milioni, ed in continuo aumento, di circa il 20% in cinque anni. Stessa percentuale, purtroppo dell'aumento del prezzo dei biglietti: 20% per i pendolari abruzzesi e toscani. Ma non tutto aumenta: i treni, per dire, sono diminuiti, tagliati dalle regioni, e la medaglia d'oro tocca alla Campania, che ha falciato via il 90% dei convogli sulla Napoli-Avellino. A questo punto temo sarà una linea quasi fantasma, adatta forse per poterci girare un western. Avete presente? Campo lungo sul panorama, silenzio totale, un fischio e dietro la curva, lento, fa capolinea una locomotiva con qualche vagone attaccato. Vorrei sperare le carrozze siano migliori di quelle del vecchio west, ma non ci metterei la mano sul fuoco.

Ma le colpe, tanto per arrivare al concreto di chi sono? Chi ha permesso che nell'ultimo triennio le risorse finanziarie per i pendolari diminuissero del 22% ? Dal momento che "Per il funzionamento del servizio ferroviario regionale le risorse sono garantite da finanziamenti Statali e regionali" i colpevoli sono due: il governo e le singole Regioni. E se tutti noi sappiamo abbastanza bene come da anni i vari governi hanno tolto fondi da molteplici parti, meno abbiamo il polso di come si comportano le regioni.

Qualche dato? Eccoli: il Lazio (che vanta le prime quattro linee pendolari più frequentate in Italia) al servizio di trasporto ferroviario pendolare dedica lo 0,13% del suo bilancio, poco meno della Puglia con il 0,17%. Questi dati vanno contestualizzati, si potrebbe dire: in Valle d'Aosta (0,02%) ci saranno sicuramente meno ferrovie che in Molise (0,11%), ma che il Veneto (0,28%) e la Lombardia (0,51%) impieghino circa la metà dei fondi dell'Emilia Romagna (0,96%) è quanto meno strano ... Poi la provincia di Bozen spende il 2,43% del bilancio, ma si sa che, nella migliore tradizione austriaca, l'attenzione verso i servizi pubblici è molto alta!

Ma se aumentano i prezzi ed i pendolari, se diminuiscono i fondi ed i convogli, qualcos'altro aumenta. E no, non mi riferisco al giramento di scatole (sì, è un eufemismo) o ai disagi. Sono i treni ad Alta Velocità.
Pendolaria2012 ne parla senza facili demagogismi, ammettendo che per i "40mila passeggeri che ogni giorno viaggiano sulla linea tra Napoli e Torino" facilitati da offerte, sconti e da qualche mese anche dal regime di concorrenza di NTV si è "realizzato un risultato incredibile in termini di passeggeri spostati verso la forma di trasporto più sostenibile togliendo spazio a spostamenti su gomma e in aereo." Tutto bello, tutto buono se questo interesse dello Stato, nella forma delle singole Regioni "che dal 2000 hanno la responsabilità di definire i contratti di servizio sui treni regionali".

Ed invece, se "Sulla linea dell’Alta Velocità l’aumento dell’offerta in 5 anni è pari a +395% [...] i convogli regionali di Trenitalia in circolazione sono oggi circa 6.800 (di cui 2.200 solo in Lombardia) mentre nel 2010 erano oltre 7.100, con una diminuzione di circa il 5%."

Qualche riga più su dicevamo che le colpe vanno divise tra Regioni e Stato. Bene, negli ultimi dieci anni i vari governi italiani (e quindi 4 ministri dei Trasporti: Lunardi, Di Pietro, Matteoli e Passera) "hanno premiato per il 71% gli investimenti in strade e autostrade", mentre gli spiccioli rimanenti sono andati al 15% alle ferrovie e al 14% alle metropolitane. Il motivo di queste scelte è il solito: più cantieri da inaugurare con relativa visibilità mediatica per i politici, e sicuramente la presenza di un potente gruppo industriale a Torino che da oltre un secolo produce automobili. Questa ultima, tengo a dirlo, è frutto di riflession del tutto personale, non compare nel rapporto Pendolaria 2012; ma non credo di sbagliarmi poi molto.
A lunedì prossimo!
Franz J.

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