Jacopo Tondelli
Post Silvio
28 Dicembre Dic 2012 1031 28 dicembre 2012

E così, finalmente, scopriremo quanti voti ha il Vaticano

Sono tra i pochi - credo - ad essere molto soddisfatto dell’esplicito appoggio delle gerarchie ecclesiastiche, del Vaticano e della Conferenza Episcopale Italiana alla discesa in campo di Mario Monti. Leggo e sento che molti sono infastidi o preoccupati dal ritorno della Dc, e da questa nuovo - quanto mai esplicito - attivismo politico della chiesa cattolica italiana. 

Le anomalie da annotare e commentare, quando si parla del nostro paese, sono sempre tante e certo la visibilità che hanno sempre i proclami politici della Chiesa è una di queste. Una delle più vistose e più divisive. Tuttavia, poichè l’anomalia esiste e non si vede una discussione culturale e sociale seria, in grado di metabolizzarle, tanto vale renderla esplicita. Tanto vale confrontarsi apertamente con il peso delle preferenze politiche espresse ieri dal Vaticano per mezzo del suo quotidiano Osservatore Romano. 

Mai nella cosiddetta Seconda Repubblica era arrivato, da parte del Vaticano, un appoggio così esplicito a uno schieramento. Mai era stato così nettamente incitato un “nuovo” attore a scendere in campo. Con la mossa di ieri il Vaticano parla chiaro, spiega che vuole Monti in campo e lo preferirebbe al governo. 

Potremo così misurare in modo netto il peso del cosiddetto “voto cattolico”, o meglio del voto che considera le indicazioni politiche del Vaticano come decisive nell’orientamento delle proprie privatissime scelte elettorali. Mia personale convinzione è quel sostegno è tanto visibile mediaticamente quanto, ormai, volatile nel paese reale e lo spread che separa la Città del Papa dal paese è assai più largo del fiume che attraversa Roma. A questo punto si tratta solo di aspettare un paio di mesi e capiremo. 

Dopo, però, sarà doveroso tirare le fila e le somme. Il bello della democrazia è che tutti i voti valgono uno: e dopo la discesa in campo di ieri, in fondo, anche l’ultima monarchia assoluta dell’occidente ha accettato di misurarsi con il voto dell’Italia reale, quella del 2012. La sconfitta, in questi caso, è solo una delle cose che può capitare. 

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