Un pensiero sistemico
30 Dicembre Dic 2012 1126 30 dicembre 2012

Lavoratore dinamico con l’outplacement, la sua occasione per non regredire (1° Parte)

La domanda sorge spontanea, perché un lavoratore dovrebbe regredire? Possibile che non esista una stabilità tra la regressione e la progressione lavorativa? Sembra di no! Non nel senso a cui siamo abituati e con cui siamo cresciuti.

La stabilità tramuterà dalla sicurezza del posto di lavoro alla sicurezza del lavoro. In questo scenario la risorsa umana avrà un ruolo determinante, il livello di istruzione e formazione delle persone sta crescendo sempre di più. Ci sarà sempre meno spazio per l’incompetenza soprattutto nei lavori di tipo impiegatizio, di manualità specializzante, di conoscenza professionale.


Oggi lo notiamo, molti dei lavori in cui era sufficiente il diploma sono stati elevati ad un titolo di istruzione come la laurea. Basti pensare all’intera categoria degli infermieri e di insegnamento elementare, per rimanere nel pubblico impiego, mentre nel privato la qualifica di geometra, ragioniere e perito è sempre meno richiesta a fronte di un percorso formativo in architettura, economia e ingegneria.

Il livello di istruzione della società è ormai cresciuto anche in quei spazi in cui veniva prima trascurato. In questo quadro di mutazione anche il mercato del lavoro si trasforma. Il progresso è intrinsecamente dinamico ed un mercato del lavoro rigido, ripetitivo e statico porta inevitabilmente ad una regressione dell’economia che necessita di indebitarsi per mantenersi.

Le competenze si alzano ed il lavoro diventa dinamico. Dinamicità che anche nella natura delle persone: la possibilità di crescere professionalmente, di acquisire esperienze personali, di porsi nuovi obiettivi, di conoscere nuove persone. Bisogna quindi ricercare la stabilità futura e non passata, della sicurezza del lavoro e non del posto di lavoro.


Affinché ciò avvenga sono anche necessari innovati strumenti mai utilizzati prima in grado di coniugare non solo un aspetto prettamente previdenziale, di welfare, ma anche di un mercato del lavoro reso dinamico.

L’outplacement rappresenta un precursore di questi strumenti, che per la complessità normativa del nostro paese e rigidità delle relazioni industriali , venne applicato e usato solo per i dirigenti aziendali.

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