Mambo
31 Dicembre Dic 2012 0909 31 dicembre 2012

Bersani & Monti, picchiatevi duro sui programmi. Solo così nascerà un bipolarismo europeo

Sono stati alleati, avrebbero potuto continuare ad esserlo, ma nel prossimo futuro saranno costretti a combattersi. Buon anno a Mario Monti e a Pierluigi Bersani. Attorno a loro si giocherà il bipolarismo italiano? Monti è stato il primo a spezzare l’incanto. La sua scelta di far parte della tenzone politica significa che lui medesimo e le forze che lo sostengono, in primis i vescovi italiani, incorreggibili politicanti, non considerano augurabile un governo Bersani. Legittima posizione, un po’ discutibile il modo in cui si è giunti a formulare questa nuova ipotesi di formazione politica. Bizzarri quegli uomini della sinistra che stanno per andare o sono già andati da Monti che hanno criticato il loro mondo di provenienza e che ora trovano nella nuova casa gli stessi difetti se non peggio. Comunque, l’ho già scritto, lasciamo la polemica alla campagna elettorale e a chi la farà, e prendiamo, noi che ne siamo fuori, come dato certo che Monti potrebbe rappresentare il polo moderato italiano che tiene fuori tutta la destra populista, da Berlusconi e Maroni fino a quella parte di grillismo che viene dal vecchio mondo del Cavaliere.

Bersani dovrebbe rappresentare il polo progressista, con dentro Vendola e fuori Ingroia e Di Pietro, vecchi giustizialisti e comunisti nostalgici. Potrebbe essere un bello scontro. Molto dipenderà da come i due contendenti principali intenderanno impostare la propria campagna elettorale e anche dalle loro personali capacità. Di Monti sappiamo che sa stare in Europa, che non sa guidare un governo, che sa parlare all’opinione pubblica moderata. Anche di Bersani si sa poco malgrado stia sulla scena da tempo. Lo conosco poco, anzi niente. Qualche volta l’ho incrociato in Parlamento, mi è apparso un uomo facile alla battuta e molto chiuso nel proprio recinto di fan e seguaci. Mi sembra più chiuso di Veltroni e di D’Alema. Comunque è un uomo del fare, come si dice. Lo scontro elettorale sarà anche uno scontro di personalità. Avremo i clamori delle estreme, le polemiche infra-magistratura, outsider che cercheranno la prima pagina ma l’occhio di tutti sarà rivolto a Monti e Bersani. Chi dei due incrocerà lo stato d’animo del paese? Monti ha l’aria del medico all’antica, quello che ti dà la medicina amara e ti dice che devi aspettare, soffrendo, che faccia effetto. Bersani quella del curato di campagna, che ti fa sorridere perché il sorriso aiuta la guarigione.

Onestamente non abbiamo visto molto di più. Ostinatamente non abbiamo mai smesso di chiedere, come si fa in ogni campagna elettorale, il piccolo programma dei primi giorni. Sappiamo e sapremo tutto sulle liste e sui nomi-civetta, che interessano poco o niente, mentre non ci si dice nulla sulle cose che affliggono gli italiani. Non è facile. Non è facile tirar fuori quattro o cinque proposte. Ma altrove si fa, perché in Italia no? Dal punto di vista politico l’anno che verrà spero che prenda atto che le strade fra progressisti e moderati cattolici si sono separate. Non ci sarebbe nulla di peggio di uno scontro che prepari l’accordone. Solo uno scontro vero fra Monti e Bersani può tagliare davvero le ali e fra nascere un vero e sano bipolarismo europeo. Forza ragazzi, picchiatevi e fatevi del male.

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