Andrea Guarise
ABC. A-Always, B-Be, C-Closing
2 Gennaio Gen 2013 0945 02 gennaio 2013

Dieci domande, sul settore immobiliare, ai candidati premier alle elezioni politiche 2013

Negli Stati Uniti è ormai prassi abituale utilizzare profondamente ed attivamente la Rete per porre una serie di domande ai candidati presidenti durante la campagna politica. In Italia, dopo un primo tentativo “partecipativo” nel 2008 del Sole 24 Ore, credo sia fondamentale chiedere ai candidati premier alle prossime elezioni politiche del 24-25 febbraio 2013, di dichiarare la loro posizione concreta, sui temi, tra i tanti, riguardanti le politiche sulla casa, sulle energie e sulla tutela del territorio.

Nelle primissime settimane di campagna elettorale credo sia innegabile sottolineare come si sia verificato (purtroppo) il solito tutti contro tutti a fronte del dibattito nullo su programmi, e ancor meno sulle idee. Per molti temi, e in particolar modo per il settore immobiliare, che investe grandi spazi della vita del nostro Paese, si continua a procedere per slogan quando in realtà è sempre più forte la domanda dei cittadini di un dibattito, attraverso numeri e cifre, sul futuro sociale ed economico a medio e lungo termine del Paese.

In attesa che si delinei completamente lo scenario dei candidati è forse già arrivato il momento per rivolgere qualche domanda ai candidati premier per comprendere come intendano comportarsi su tanti temi aperti.

Dieci domande

1. Per abbattere il debito pubblico, molti parlano di vendere il patrimonio immobiliare dello Stato. Se questa, a Suo avviso è una soluzione adottabile e attuabile, quale strategia intende impiegare - vendita diretta, creazione di un fondo immobiliare privato, creazione di un fondo immobiliare della Cassa Depositi e Prestiti, altro mezzo - e soprattutto quali strumenti intende concedere ai soggetti investitori perché questi poi non si trovino nell’impossibilità normativa nell’attuare qualsivoglia recupero urbanistico?

2. IMU: toglierla, mantenerla o modificarla? Ma l’IMU è l’aspetto più evidente del peso delle imposte sulla casa, che si lega da un lato alla riforma del catasto, abbozzata e programmata dal Governo Monti, dall’altro a tutto il carico delle imposte indirette. C’è spazio di manovra nei contri pubblici per rivedere e semplificare tutto il complesso di tasse e imposte che gravano sul mattone?

3. Uno dei problemi maggiori oggi, soprattutto per i giovani è l’ottenimento di un mutuo per l’acquisto di un’abitazione. Oggi le banche italiane prestano poco o nulla perché essenzialmente non hanno i soldi per farlo. Dall’altro lato la Cassa Depositi e Prestiti, controllata al 70% dal ministero dell’Economia, ha risorse da “sprecare” in operazioni finanziarie di scarsa utilità sociale come l’acquisto del 4,5% di Generali da Bankitalia. Quale intervento potrà attuare il Suo governo in questo campo?

4. Oltre che per i giovani, per larghe fasce della popolazione il problema abitativo è ancor oggi prioritario e sempre più pressante. Nei mesi scorsi si è parlato di lanciare un nuovo “piano Fanfani” per la casa con Cassa Depositi e Prestiti, banche, fondazioni e costruttori. Come intende correggere o migliorare questa situazione per affrontare il disagio abitativo nel nostro Paese?

5. Negli ultimi anni si è parlato di “Piano casa” prima, e “Piano città” poi, per incentivare l’edilizia che invece dal 2007 ha visto dimezzare i propri occupati. Sul tavolo ci sono una serie di proposte per la riqualificazione delle nostre città, riqualificazione intesa come semplificazione e miglioramento della mobilità, riduzione dei consumi energetici, un piano di riqualificazione dell’edilizia pubblica, ecc... Quale strada intende adottare e come intende reperire le risorse necessarie tenendo conto dei vincoli del patto di stabilità sui Comuni?

6. “Grandi opere” o “piccole opere”? Ovvero: infrastrutture gigantesche o il completamento di tante piccole opere incompiute. Quale a Suo avviso la strada da intraprendere e con quali forme di finanziamento?

7. Assoimmobiliare nel maggio 2012 ha proposto una nuova “Legge Urbanistica Nazionale” mirata a rimuovere tutti quegli ostacoli ed impedimenti, effetto di un complesso di norme che si sono susseguite e stratificate negli anni, in modo disomogeneo e spesso contradditorio - parliamo dei piani di zona, dei piani edificatori comunali, dei piani di sviluppo territoriali, dei piani regolatori e via di questo passo - in poche parole: semplificazione e trasparenza normativa a in ambito urbanistico a livello nazionale. Quali misure intende adottare in merito?

8. Quali misure intende adottare per la messa in sicurezza del territorio dal punto di vista sismico e idrogeologico?

9. A fine 2011 gli investimenti dei grandi gruppi esteri in Italia in campo immobiliare erano calati del 22%, vuoi anche perché la normativa sugli OICR immobiliari, in particolare sui profili fiscali di questi veicoli d’investimento, è stata oggetto di un continuo mutamento negli ultimi anni creando grande incertezza nel settore, non solo per gli operatori nostrani ma soprattutto agli occhi dei gruppi internazionali; per non parlare poi del mezzo fallimento delle SIIQ. Come far recuperare all’Italia la distanza con il resto del mondo in materia di finanza immobiliare?

10. Il settore delle fonti energetiche rinnovabili, negli ultimi anni è stato tra i migliori comparti dell’economia italiana, pur in un continuo cambiamento della normativa incentivante, incentivi che per molti aspetti hanno però “drogato” il mercato. Come intende sostenere questo settore?

La ringrazio.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook