Gaetano Farina
Leggere il mondo
5 Gennaio Gen 2013 1159 05 gennaio 2013

Dalle primavere arabe alla Siria: una truffa organizzata dalla Cia

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Complicato raccontare e, ancor più spiegare, cosa stia realmente accadendo in Siria. Il mainstream mediatico continua a indicare come principale colpevole il regime governativo, mentre i network dell’informazione alternativa e i gruppi della cosiddetta “sinistra radicale”, pur non assolvendo Assad, puntano il dito contro i ribelli che sarebbero assoldati e manovrati da forze esterne. Orientata verso quest’ultima posizione è la casa editrice di controinformazione Arianna (del gruppo Macro, www.macroedizioni.it) che prova ad offrire una sua interpretazione delle vicende col nuovo libro “Obiettivo Siria”, praticamente un instant book, a questo punto, contando che, fino ad esso, sono uscite poche pubblicazioni, compresi rapporti di organismi internazionali, con l’obiettivo di far luce su una situazione così caotica e complessa.

I due autori di “Obiettivo Siria”, tuttavia, sembrano avere meno dubbi di tanti altri esperti, commentatori e studiosi. Il ricercatore Tony Cartalucci, principale animatore del sito di informazione indipendente Land Destroyer (landdestroyer.blogspot.it), e lo scrittore-fotografo Nile Bowie, collaboratore con il Centro per la Ricerca sulla Globalizzazione di Montreal, sono convinti, infatti, che la cosiddetta “rivolta siriana” faccia parte, in realtà, di una cinica strategia occidentale che si serve di provocatori, terroristi, fanatici fondamentalisti e, addirittura, O.n.G. corrotte per mascherare il vero obiettivo: “colpire uno stato arabo indipendente. Come già successo con la Libia, annientata con la complicità delle monarchie petrolifere e dei paesi vicini”.

Il libro di Cartalucci e Bowie, in realtà, non si focalizza solo sulla Siria, ma estende la sua analisi all’intero mondo arabo e alla sua attuale situazione geopolitica, partendo dalle “primavere arabe” che vengono considerate una “truffa”, cioè identificate come le prime mosse di un piano globale che mira alla disgregazione del puzzle mediorientale (in cui, quindi, vanno inserite le “continue provocazioni contro l’Iran”). Per Cartalucci e Bowie, la CIA, con la complicità delle altre potenze occidentali e della Turchia, e il via libera dell’ONU, ha messo in atto una strategia che prevede il ricorso al terrorismo, a mercenari e criminali, per compiere attentati e stragi e poi addossarne le responsabilità al governo del Paese preso di mira. Un atto di accusa gravissimo formulato sempre per vie dirette e senza mezzi termini per tutte le 260 pagine del libro. In cui si riserva, contemporaneamente, ampio spazio alle strategie di manipolazione dell’informazione pubblica che limitano le possibilità, anche agli osservatori più attenti, di farsi un’opinione propria, libera e indipendente. Secondo i due autori si tratta, infatti, di tecniche estremamente raffinate e straordinariamente efficaci, poiché “strumentalizzano gli istinti più nobili dell’animo umano, manipolando anche coloro che altrimenti tenderebbero a contrastare l’intervento armato, fino a metterli al servizio dell’assassinio di massa e della dittatura globale del potere economico”.

Tanto che, nell’ultimo capitolo, si arriva anche a “dimostrare” come la grande organizzazione Amnesty International sia un fantoccio dei servizi segreti americani, facendo proprie, quindi, le tesi che già diversi gruppi comunisti hanno portato avanti negli ultimi anni. Si fa cenno, in prima istanza, alle fonti di finanziamento di Amnesty che, sebbene nascoste dalla stessa organizzazione, sarebbero riconducili a numerosi governi e imprese private, fra cui quella di George Soros che, seppur autore di vari libri critici del neoliberismo e della globalizzazione, è stato riconosciuto colpevole di crimini finanziari. Bisogna, però, ammettere che la disamina delle presunte ambiguità di Amnesty è liquidata un po’ frettolosamente e risulta, quindi, poco convincente. Ci sarebbe bisogno di indagini a raggio più esteso e profondo ed a lungo termine che coinvolgano gli stessi rappresentati dell’organizzazione.

Ad ogni modo, anche se solo alcune delle interpretazioni veicolate da due autori risultasse verosimile, ci sarebbe davvero da preoccuparsi per il futuro del nostro mondo…

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