Il libro ritrovato. Consiglieri di pagine
5 Gennaio Gen 2013 1332 05 gennaio 2013

Dignità, meta per il 2013

di Fabrizio Valenza

Qualche tempo fa mi è capitato di leggere su Facebook un trafiletto che riassumeva tutti i costi e le spese ai quali va incontro un fotografo professionista per poter esercitare il suo lavoro. Il tono del post era: "e venite pure a chiedermi di fare foto gratis?" Condividevo, e perciò mi è venuta l'idea di fare la stessa riflessione su quanto mi è costato (e su quanto probabilmente costa a ogni persona che voglia intraprendere questa strada) diventare scrittore professionista. Il risultato mi ha lasciato sbalordito, soprattutto considerando che c'è ancora troppa gente convinta di poter chiedere racconti gratuiti (ben vengano, se l'iniziativa parte dall'autore) o molti scrittori convinti che sia giusto pagare per farsi pubblicare. Si potrebbe estendere la riflessone a molti altri settori del mondo imprenditoriale italiano: il germe si è diffuso a livelli insospettabili.

Inizio questa mia riflessione con l'affermazione di uno scrittore di cui non ricordo il nome: si può pensare di saper scrivere in modo minimamente corretto e pubblicabile quando si giunge alla soglia di un milione (1.000.000) di parole scritte. Ho fatto i miei calcoli e mi sono reso conto che è un concetto che condivido, o per lo meno è veritiero, dal momento che ho iniziato a vedere pubblicati i miei romanzi quando quella soglia l'avevo raggiunta e superata. Vediamo quali costi si devono assorbire per arrivare a toccarla.

1.000.000 di parole sono 3000 cartelle circa, ammettendo che le si riesca a scrivere perfette fin dal primo colpo e con una progressione continua del proprio stile verso la bella forma e il buon contenuto. Più verosimilmente, quelle 3000 cartelle bisognerà moltiplicarle per le almeno 4 stesure necessarie per raggiungere una correzione accettabile della forma e del testo.

Perciò:

3000 x 4 = 12.000 fogli

che non significano altro che 24 risme di carta A4.

24 risme carta A4 80 gr. = 24 x 3,50€ ca. = 84€

Bisogna poi considerare che, normalmente, un aspirante scrittore farà svariati tentativi di farsi pubblicare, la stragrande maggioranza dei quali a vuoto, considerando che molti editori richiedono ancora copie cartacee del manoscritto. Già, non tutti vogliono il file e, soprattutto, nel mio cammino verso la pubblicazione l'invio di un file era la strada meno praticata. Si andava di cartaceo. Dunque spese per le fotocopie, la rilegatura e l'invio postale. Poniamo, dunque, che uno abbia scritto 6 romanzi da 150.000 parole, e che abbia tentato per ciascuno di essi la pubblicazione (senza rendersi conto che tentare di pubblicare il primo romanzo mai scritto è praticamente tempo perso): è probabile che sia incorso in cinque o sei editori che, ogni volta, lo hanno voluto cartaceo. Perciò:

150.000 parole = 400 cartelle = 3€ di carta

3€ di carta x 6 editori = 18€

18€ x 6 romanzi = 108€

Aggiungiamo le spese postali per 36 plichi, con il costo delle poste italiane:

9€ circa per 36 plichi = 324€, che vanno ad aggiungersi ai precedenti 192€ = 516€

I risultati saranno stati quasi sempre deludenti. Oltre a ciò, quanto elencato finora è davvero il minimo. Questo è il costo normale della materialità di un cammino fatto di pazienza e progressione, oltre che di studio personale e lettura.

Per riuscire a scrivere decentemente, bisogna aver letto molto. È la regola fondamentale della buona scrittura. Non esistono misure possibili di cosa significhi leggere molto, ma possiamo dire che leggere 10/20 libri all'anno è, per uno scrittore, leggere molto poco. Il tanto inizia a palesarsi verso soglia 80/90 libri all'anno. Allora diciamo, 100 libri all'anno. Personalmente ne leggo tra i 120 e i 140 e sento di essere mancante, sotto tale aspetto. Inoltre, consideriamo che arrivare oggi a scrivere bene vuol dire aver già letto tutti questi libri negli anni passati, come formazione personale e personali studio e ricerca, quando – non dimentichiamolo – non esistevano ancora gli ebook e i lettori digitali. Ovvero, uno ha speso tutti i dindi spendibili per poter leggere.

Dunque, 100 libri annui x 15 anni minimi = 1500 libri.

Il costo medio di un libro è di circa 10/15€ = tra i 15.000€ e i 22.500€! Avete letto bene.

Mettiamoci altro materiale di cancelleria. Personalmente ho scritto per molto tempo con la macchina da scrivere e non con il computer. Comunque, inseriamo un po' tutto, con sale in zucca.

50 quaderni moleskine da 13cm x 21 cm = 50 x 13€ = 650€

10 raccoglitori per manoscritti = 10 x 2€ = 20€

Stampante laser = 100€ in media

toner per stampante laser a 3000 copie per cartuccia = 24 cartucce x 25€ circa = 600€

altra cancelleria = 300€

Tiriamo le somme:
324 + 192 + 22.500 + 650 + 20 + 100 + 600 + 300 = 24.686€ di spese.

A questa cifra, ovviamente, bisognerebbe aggiungere tutto il tempo che si è dedicato alla crescita personale, allo sviluppo del proprio stile (anche attraverso corsi specifici, ai quali preferisco ovviare tramite manuali mirati), alla difficoltà vissuta per differenziarsi e resistere a quella che, talvolta, è sembrata una montagna altissima da dover sormontare.

È allora una cifra al ribasso, che con ogni probabilità dovrei far salire ai 30.000€, comprendendo anche le centinaia di cd di musica classica e leggera che mi hanno formato, seguendo o meno una volontà di costruirmi in una certa direzione, e tutto quel che ho ritenuto necessario per la mia formazione.

Perché ho fatto questo calcolo? Il motivo profondo riguarda la dignità. Quando arriva un editore che mi chiede dei soldi per pubblicare ciò che gli propongo, o quando qualche furbo professionista della carta stampata mi propone di partecipare a un concorso letterario alla modica cifra di 30€, il cui premio è la pubblicazione senza il riconoscimento di alcun diritto d'autore, mi interrogo su quale sia e debba essere la mia dignità. In quanto essere umano, in quanto persona culturalmente formata, in quanto scrittore professionista.

Io sono il primo che decide della mia dignità.

Ricordiamoci, però, che ogni volta che scelgo di abbassare il livello della mia dignità, la mia scelta si ripercuoterà su tutta la categoria degli scrittori.

Siete davvero sicuri, perciò, di voler svendere quel che scrivete?

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