Io viaggio in treno… purtroppo
5 Gennaio Gen 2013 1335 05 gennaio 2013

Roma-Milano e ritorno

Sono in treno, come al solito AV. Torno dalle vacanze milanesi. Sono partita il 21 dicembre, con Italo. Sono ancora emozionata perché ho avuto un’esperienza paranormale in prima classe. Sapete com’è, ho fatto il confronto tra i prezzi e ho visto che il biglietto standard per un AV di Trenitalia mi costava 49 euro e un biglietto in ambiente Prima con NTV ne veniva 55. E in più era disponibile l’orario a me congegnale.

E sì, lo so che dico sempre di non essere una viaggiatrice adatta alla prima classe, ma sono pure una temibile blogger pendolare, e i temibili blogger pendolari devono viaggiare anche contro le loro attitudini per provare il servizio, no? (dubito che mi capiterà mai di viaggiare in classe executive, a questo proposito, ma se proprio insistete e volete finanziarmi un viaggio in executive vi mando le coordinate della postepay. Prometto una recensione completa)

E quindi mi sono sacrificata per voi e ho preso un biglietto in ambiente Prima. Terzo viaggio con Italo. Nuova esperienza meravigliosa con Casa Italo, dove a questo giro, oltre a permettere, di nuovo, l’ingresso al Correttore che non è titolare di nessuna carta e non viaggiava e ad aver sopportato il servizio fotografico al corvo in versione rasta (seguiranno foto non appena avrò a disposizione photoshop), mi hanno regalato una serie di biglietti d’auguri con la sagoma della locomotiva di Italo da tagliare e montare. Ne ho ancora a sufficienza per tutti i miei colleghi pendolari, eh, ho pensato anche a loro.

La parte migliore del viaggio, comunque, è stata a bordo del treno. Dovete sapere, ma magari voi viaggiate in prima e lo sapete già, che in prima vi offrono da bere e da mangiare. È compreso nel prezzo. Roba normale, se non sbaglio.

Quello che non è normale è il secondo giro. Insomma, c’è stato un secondo passaggio di questi gentili omini di Italo che offrivano da bere e da mangiare, e io che non sono ingorda di natura ho rifiutato il secondo giro. Non avevo fame, non mi sembrava il caso di sprecare cibo.

Ecco, forse sono paranoica io, ma ho avuto l’impressione che l’omino del carrello, al rifiuto, mi guardasse un po’ male… La prossima volta prenderò tutto quello che mi offriranno senza fiatare. Mica voglio offendere degli onesti lavoratori.

Che altro dire? Ah, sì. Sono un po’ troppo snob, nel mio liquidare la prima classe come una classe che non fa per me, perché i viaggiatori nella mia carrozza sembravano persone normali. Di quelle che vanno in bagno come tutte le altre, per inciso. Non avevano quella puzza di ‘io so’ io e voi nun siete un cazzo’ che avevano i viaggiatori di prima classe dell’eurostar che presi anni e anni fa.

Quindi potremmo provare a ripetere l’esperienza, in mancanza di ambiente smart più conveniente.

Il treno è arrivato in orario perfetto, e mi è andata bene, perché Italo ha ancora un problema non indifferente: quando c’è un ritardo sulla linea AV deve cedere il passo ai convogli Trenitalia.

Non è l’ideale, in effetti, per chi ha appuntamenti improrogabili. Mentre è perfetto per chi viaggia senza vincoli di orario, anche perché pare abbiano ancora l’abitudine di coccolare i passeggeri.

Il ritorno sta avendo luogo in questo momento preciso.

Stavolta sono in classe standard, con Trenitalia. Partenza da Garibaldi.

Il treno sta viaggiando con 7 minuti di ritardo. Ecco, a dirla tutta, a Garibaldi mi è capitato un inconveniente che mi era già capitato all’ultima partenza da Milano. Stesso binario. Treno con ritardo annunciato di 5 minuti, sul binario non viene riportata nessuna indicazione fino al momento in cui il treno viene annunciato in arrivo. Non è per mancanza di fiducia nei confronti di Trenitalia (anzi, sì), ma sarebbe carino essere sicuri che il binario da cui si parte sia quello giusto. O no?

Comunque. Alla fine il treno è giunto in stazione, sono salita, ho trovato il mio posto occupato, come te sbagli, ma stavolta la signora che ha occupato il mio posto ha pensato bene di aiutarmi a sollevare la valigia sulla cappelliera. E in più il treno era vuoto, o quasi.

Nessuno ha reclamato il posto. Comincio a pensare di essere l’unica persona che reclama il suo posto quando sale in treno. Sono io che sbaglio o è il mondo che va al contrario?

Comunque il viaggio è andato liscio e veloce fino a ora, anche grazie alla viaggiatrice di fronte che aveva una spiccata tendenza alla chiacchiera. Credo che i viaggiatori amanti del silenzio di tomba quando viaggiano in treno ci avranno odiate.

Siamo in arrivo a Santa Maria Novella. Prossima fermata Termini. Credo che il viaggio continuerà più monotono, la passeggera di fronte è scesa.

Tutto sommato mi sta andando bene. C’è chi in queste vacanze è stato molto peggio. Ne riparleremo nei prossimi giorni. Oh, se ne riparleremo…

La viaggiatrice Julka di ritorno da Milano

Aggiornamento

Ho parlato troppo presto. A Firenze è salita una famigliola: mamma, figlia e due nipoti. La nipote più piccola sta rompendo le scatole facendo una serie di capricci inutili. Rischia di diventare un viaggio molto lungo e molto snervante. Aiuto.

Nuovo aggiornamento

Ho fatto una gita in bagno. i bagni dell’AV cominciano pericolosamente a somigliare ai bagni degli IC. Puzza inclusa. Il bagno di Italo, la settimana scorsa, in confronto sembrava uno dei bagno di Harrod’s dove potevi pure scegliere con quale fragranza profumarti a missione compiuta.

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