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5 Gennaio Gen 2013 1912 05 gennaio 2013

Toh! Gli speculatori cattivi ora scommettono sulla durata dell’euro

Sorpresa: per la prima volta da agosto 2011 gli speculatori della finanza internazionale sono diventati i buoni. Sono cioè fiduciosi sul futuro dell’eurozona. Lo dicono i dati diffusi ieri dalla Cftc, acronimo che sta per Commodity Futures Trading Commission, l’authority Usa che, a dispetto del nome, regolamenta gli strumenti derivati come, per l’appunto, futures e opzioni, ma non soltanto sulle materie prime.

Alla borsa di Chicago rileva la Cftc, nel giro di una settimana, trader e fondi hedge sono passati dall’avere 420 milioni di dollari in posizioni ribassiste sull’euro a 845 milioni di posizioni rialziste, relative ai prossimi tre mesi. Per contro, le posizioni ribassiste sul dollaro sono aumentate del 42% nell’ultima settimana, per un totale di 10,9 miliardi di dollari. Indubbiamente è tanto a poco, ma è comunque un segnale. Le scommesse su un deprezzamento della moneta unica sono scese del 5% il mese scorso, rispetto a un salto del 70% delle scommesse su un suo apprezzamento, un movimento che sicuramente è stato influenzato dal difficile negoziato sul baratro fiscale a Washington.

Ma è anche merito di Mario Draghi: grazie alle misure di acquisto illimitato dei bond dei Paesi in difficoltà sul mercato secondario, la moneta comune si è apprezzata dell’1,8% nel 2012 (2,6% nell’ultimo trimestre) rispetto al dollaro, dopo un crollo del 10% negli ultimi due anni. 

Cross euro-dollaro dal 2008 a oggi (fonte: Yahoo! Finance) 

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