La Grande Mela Gialla
6 Gennaio Gen 2013 1053 06 gennaio 2013

Aiutatemi a capire: devo restare in Italia o è meglio che riparta per Hong Kong?

Non vorrei essere banale e monotona ma in queste settimane di permanenza tricolore devo assolutamente sfogare alcuni pensieri che mi tormentano.
Ho atteso qualche settimana prima di ri-scrivere su questo e-diary perche’ non volevo essere offuscata da panettoni e coccole natalizie in salsa parentale.

Cosa mi manca di Hong Kong mi chiedo. Vogliamo dire i servizi? Troppo facile. Vogliamo dire la sicurezza? Troppo facile. Vogliamo dire il senso palpabile di opportunita’ e non opportunismo? Un po’ meno facile, dai. E questo e’ il punto. Opportunita’ ovvero prospettiva, orizzonte, vogliamo dire speranza? Dai, diciamolo che fa molto inizio anno.

Cosa non mi manca mi chiedo. Vogliamo dire l’inquinamento? Troppo facile. Vogliamo dire una politica culturale scarsa? Gia’ meno facile ma anche un po’ banale.
L’asocialita’ degli autoctoni? Si ci siamo, e con questo ho detto tutto.

Gia’ qualche mese fa avevo espresso virtualmente le mie perplessita’ e i miei crucci rispetto alla questione del restare o ripartire. E allora molti di voi mi avevano fornito spunti utili di riflessione ma senza aiutarmi nell’arrivare a una decisione definitiva. Di fatto, quindi, vivo con un piede qua e uno la’ per non lasciare del tutto l’Italia. E non perche’ il nostro Paese abbia bisogno di me ma solo perche’ molto egoisticamente io ho bisogno del mio Paese e di cio’ che rappresenta. Ma, appunto, cosa rappresenta oggi?

Banale sarebbe fare la solita lista dei pro e dei contro perche’ oggi come oggi i pro non bilancerebbero i contro ma domani potrebbe essere il contrario.

Allora mi concentro solo su un punto: il futuro.
Quale futuro?
Non solo per me.

In queste feste natalizie ho incontrato molti amici qui in Italia e mi sono accorta che molti di loro vivono gia’ fuori Italia. Ci si incontra come esuli sotto l’albero a scambiarsi battute sulla povera Italia, si fa ‘setta’ contro tutti quelli che restano…
Ma sono quelli che restano gli eroi? O sono masochisti?
O nessuno dei due e basta con la storia della fuga.

Una cara amica italiana che oggi vive in Germania mi ha dato una chiave di lettura interessante: viviamo fuori per darci un futuro ma possiamo contribuire a costruire il futuro di chi resta, portando a casa competenze, condividendole e soprattutto portando entusiasmo, merce rara oggi in Italia. Perche’ si fa fatica a fare tutto, perche’ le logiche del rinnovamento non passano, perche’ la crisi ci uccide, perche’ il sistema Italia non riparte – o forse va riscritto, dico io – perche’ l’entusiasmo resta in famiglia e non si espande nella societa’, nella comunita’.

Purtroppo per me, e per voi, ritorna la solita impietosa e impetuosa domanda: in ottica di quale futuro, restare o ripartire?

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