THE BLAIR MUM PROJECT: blog di una mamma (e figlia) a Londra
7 Gennaio Gen 2013 2319 07 gennaio 2013

Riflessioni post natalizie

Non pensate che la vita possa essere tremendamente meravigliosa se vissuta in una continua perdita di coscienza? lo so lo so che quest’affermazione va contro tutti i credo buddisti, yogi, cristiani, musulmani e forse anche quelli di tutte le persone normali, ma io ci ho provato. E ci ho provato davvero. D’altronde ero disperata. Vedete, il 25 dicembre mi aspettava un bel volo Firenze-Parigi-forse-anche-Amsterdam-sicuramente-Detroit-per-raccattare-un-po’-di-malavita-oltre-a-quella-già-salita-a-Amsterdam-infine-Newark. Sì sì, avete letto bene. Pensavo anche io di andare a NY, e invece Mr. Sorriso (lo chiamerò così d’ora in poi, per la sua innata propensione a sorridere tipica di questi ultimi…ehm, 12 mesi) manco mi ci faceva atterrare. Braccino. Arrivo a NY che ero direttamente da galera dopo i due stop Amsterdam-Detroit. Mi trovavate a braccetto con Snoop Dogg, un po’ rasta, qualche medaglione d’oro qua e là, anelli, orecchini e parecchio fumo. Bene, niente NY, niente Newark, o Detroit, persino niente Amsterdam o rapper. Solo-murata-viva-in-casa. Perché vedete, mia figlia ha desiderato ardentemente ammalarsi 48 ore prima di Natale. Ciò significa che il sacrosantissimo giorno in cui nasceva il bambin Gesù, lei si trovava al picco del delirio febbrile. E porco qui e porco lì. Quindi, murata-viva-in-casa. A parte qualche uscita che, appunto, mi ha ispirato un nuovo stile di vita. Distruttivo. Ho deciso di fare tutto quello che non ho mai fatto. Il che non è molto, avendo fatto tutte le cose possibili (cretine) di questo mondo. Ditene una. Via, ditene una. Fatta. Ditene un’altra, una qualsiasi. Fatta. Così quella sera, tanto per cominciare, sono partita con un profilo basso, non troppo bizzarro diciamo. Mi sono vestita anni ’30. Devo essermi immedesimata troppo in quella vita così debochée, che alle 9 ero già alla quarta tazza di brodo. E vodka. Improvvisamente il mondo mi appariva bellissimo. Vedete, non ci sarebbe più odio in questo mondo, alla quarta tazza di brodo. E vodka. I miei passi tutt’a un tratto erano leggeri sul mio tacco 12, le mie gambe snelle, lunghe e sode. Idem il lato B. Praticamente acciaio. Gli altri ospiti della deliziosa cena a cui eravamo invitati? Forse c’erano, forse no. Chi può dirlo. Io ero sola, e libera, e ballavo, sola, e libera, e mi muovevo, sola e libera, ondeggiando su pensieri sublimi che mi davano senz’altro quell’aria da…ebete. Tante cose possono succedere una sera dopo quattro tazze di brodo. E vodka. Come rimanere chiusi in bagno e trovare una pazza vestita anni ’30 che adesso ha trovato anche la parrucca ed un cacciavite a stella e in un folgorante delirio di onnipotenza, si accinge a salvare il mondo chiuso dentro un cesso. Ah beata incoscienza. Allora chiudi gli occhi e continui a ballare e pensi che vorresti essere in una spiaggia e ballare allo stesso modo, sotto la luna, e le stelle, con i piedi nella sabbia ancora tiepida di sole, e baciare, anzi no, diciamola tutta, p o m i c i a r e con, sì, con lui, quello che volete voi, col marito, col fidanzato, con Mc Giver, con Miriam Panofsky, con Benjamin Braddock, insomma, fate vobis. Poi svegliarti la mattina, e riniziare tutto da capo. Beh, diciamo che la mattina dopo la mia serata non-sulla-spiaggia-dalla-sabbia-calda, ma davanti a un fuoco sotto le stelle, mi sono ingoiata un paio di quelle caramelline che dice facciano passare il mal di testa. Per la verità sono stata così lucida da prendermele anche prima di svenire a letto. Ecco. Non si sa mai. Non vorrei mai trovarmi impreparata a il primo grande pranzo di capodanno. Dove ovviamente, implori che la tua coscienza si riperda. E così: “Vuoi un po’ di vino cara?”. Certo come no, al posto del mio kiwi e caffé che non ho ancora preso. Così rinizio il giro. E quando ti rendi conto di avere un marito ed una figlia, vorresti attaccarti alla boccia di vodka direttamente. Senza brodo. Comprare venti biglietti per il Messico e vivere là, sola, beata, con un braccialetto di conchiglie alla caviglia fatto da te ormai-assolutamente-hippie, i capelli lunghi, un bikini un po’ stracciato vecchio, parei bucati, zero scarpe ed una bellissima collana di fiori. Ma tutto questo non succede e così ti ricordi che il marito e la figlia non sono poi così male, anche perché ti concedono una vita decisamente moderna: ti ubriachi, lavori, sparisci per intere settimane e puoi decidi più o meno tutto (salvo poi fare i conti con la tua coscienza che però appunto hai deciso irrevocabilmente di perdere). Praticamente un uomo. Ma chi l’ha detto che se queste cose, proprio tutte queste, le pensa, le fa, le dice un padre-marito, va bene, mentre se le pensa, le fa e le scrive una donna, è una madre orribile? Il conformismo sociale proprio non mi va giù. Ma soprattutto la vita che impone. E per fortuna che l’uomo dei numeri, ergo Mr. Sorriso, sposa completamente la mia visione. Anche se una mogliettina tutta casa e Chiesa che sforma dolci e biscotti e si dedica alla casa ed ai figli in perfetto stile anni ’50, senza recare MAI una preoccupazione, devota al marito, non gli avrebbe fatto proprio schifo. Penso. Aspettate che glielo chiedo.

Dice che non lo sa. Ma ha anche aggiunto “probabilmente mi avrebbe annoiato”. Mmmmhhhh. Probabilmente? E quando c’è da prendere quei trabiccoli che reggono l’anima coi denti nei nostri viaggi zaino in spalla, dove la metti la mogliettina anni ’50? O provare il kite surf, le acrobazione con l’aereo, giocare a calcio, tennis, poker? Non voglio tormentarvi con la mia crociata sulle donne, perché ho già dato. Vorrei però segnalarvi un negozio sexy sotto il mio ufficio niente male davvero. Il bello è che entri e ti sembra di essere al supermercato: ” Vorrei due etti di parmigiano, grazie”. Poi ci pensi un po’ e: “Ma secondo lei, è meglio il pecorino romano?”. Ecco. Solo che stai parlando di vibratori, palle, palline, pallette, creme, fruste e quant’altro. Tutto molto chic, per carità. Poi ci sono anche le lezioni. Fantastico. Giuro che ci vado solo per farvi un reportage (sì, certo, per quello). Come ho fatto lezioni di burlesque, adesso è il momento del sexy shop. Intanto, sempre per voi, sono andata a filmare una celebrazione nella Chiesa Sincretica davanti casa, con le big mamas che sgozzano i vitelli…Sì ma non posso lasciarvi con questo finale eh. Che immagine brutta. Vediamo…Che ne dite di Per fortuna il mio razzismo non mi fa guardare quei programmi demenziali con tribune elettorali? Mi sembra appropriato. Buona notte a tutti. E Buon Anno. The Blair Mum Project ed io compiamo gli anni tra poco: per caso, siamo nate lo stesso giorno.

Potete leggermi anche qua www.theblairmumproject.com

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