Marco Sarti
Camera con vista
7 Gennaio Gen 2013 1915 07 gennaio 2013

Silvio teme gli insulti su Twitter. Per fortuna non ha controllato Facebook

Silvio Berlusconi boccia twitter. Va bene fare campagna elettorale sul web, ma con i dovuti accorgimenti. «Useremo la rete - ha ammesso stamattina l’ex premier - la stiamo già usando. Ma non so se userò twitter, perché noto molte cattiverie inutili. Credo che un’affermazione potrebbe scatenare un universo di risposte negative».

Che il Cavaliere non aggiornasse personalmente la sua pagina Facebook era piuttosto evidente. In caso, ecco la conferma. Già, perché a Berlusconi basterebbe affacciarsi, anche saltuariamente, sul social network di Zuckerberg, per scoprire che di “cattiverie inutili” ne riceve abbastanza anche lì.

Altro che “risposte negative”. Di solito a farla da padrone sono gli insulti. Per fare un semplice esperimento basta andare sulla sua pagina Facebook e aprire uno status a caso. L’ultimo risale a un’oretta fa. C’è un video di una recente intervista a Tgcom24, in cui il Cavaliere assicura che «i nostri parlamentari voteranno il dimezzamento del loro stipendio».

Il profilo di Berlusconi è seguito, su questo pochi dubbi. In meno di un’ora il video del Cavaliere riceve quasi trecento commenti. Qualche incoraggiamento, alcuni militanti particolarmente entusiasti. E una incredibile serie di “cattiverie inutili”. Tra il sarcasmo e l’insulto. Qualcuno definisce l’ex premier un «venditore porta a porta di pentolame e materassi», qualcun altro si limita a suggerire «Silvio fatti curare». C’è chi entra nel merito della proposta politica. «Rivoglio Van Basten al Milan!!! Se devono essere promesse ke siano almeno credibili…». Alcuni commentatori la prendono larga, e tornano sui recenti guai giudiziari del Cavaliere. «Silvio in un paese normale, civile e democratico sarebbe in galera da almeno venti anni». Altri sono più diretti. «Ma vai a ca@@@@!!! Lestofante!!!». In molti non credono alla promessa. «Avevi anche detto che te ne andavi… ma io già sapevo che tutto quello che dici sono caz@@@@». Qualcuno ne prende la difese. «È dal 94 che racconta barzellette… una in più non casca il mondo».

A questo punto, qualcuno avvisi Berlusconi. Se l’obiettivo è quello di limitare al massimo le “cattiverie inutili” in campagna elettorale, oltre a twitter sarà il caso di chiudere anche l’account di Facebook. 

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