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8 Gennaio Gen 2013 1602 08 gennaio 2013

Il laico Natale della politica

È consueto ritenere che l’attività politica sia intimamente contrassegnata da contraddizioni più o meno intense, rilevabili negli scopi,nei comportamenti e nell’uso degli strumenti mediatici.

Per conseguire la vittoria elettorale infatti si sperimentano diverse strade e numerosi messaggi, talvolta alternativi tra loro. Tuttavia lo scopo prioritario è ottenere il consenso degli indecisi o degli elettori tiepidi. L’obiettivo può essere raggiunto con il marketing comunicativo, che tende a coinvolgere anche la nostra mente, paradossalmente più sensibile agli aspetti logici dei messaggi che a quelli emotivi. Con la passione si sostiene un progetto mentre con la ragionevolezza lo progettiamo e ce ne convinciamo.

L’essere umano naturalmente è sensibile ad evitare la contraddizione e tale motivazione è ricercata come una condizione fondamentale della nostra sicurezza tout court. Perciò,l’attività umana, generalmente, in ogni campo tende a concludere le iniziative elaborate in maniera psicologicamente soddisfacente. L’esito assorbe quindi tutta la nostra energia. Ad esempio,ognuno di noi,di fronte ad un ragionamento contraddittorio è spinto involontariamente ad espungere da esso con costante perseveranza tutte le smagliature logiche. Capire dapprima il perché della contraddizione è una spinta notevole,quindi passare al tentativo di risolverla è una conseguenza necessaria.

Anche la soluzione di puzzle è un comportamento cognitivo utile a manifestare ciò che intendiamo dire perché la laboriosa ed attenta procedura è necessaria a portare a compimento una configurazione,che tassello dopo tassello trova una giusta collocazione ed offre alla mente un particolare significato. Perciò l’andare verso una conclusione ,risolvere un problema,è un atteggiamento umano consolidato.

Cosa si vuole affermare con i suddetti esempi?Semplicemente illuminare una strategia comunicativa non si sa quanto deliberata e quanto casuale e contingente.
Di recente Berlusconi ha riferito di scendere in campo perché molti richiedono la sua presenza. È ovvio che il cavaliere ,dopo lunga assenza dalla ribalta,desideri far parlare di sé,attrarre le persone ed essere il centro di interesse e di opinione di molti. Tuttavia,recuperare il terreno perduto non è semplice ,ciò non si ottiene con la facile presenza sugli schermi o alla radio perché il presenzialismo potrebbe avere degli effetti boomerang indesiderati:se non è strategicamente centellinato disturberebbe e indispettirebbe lo spettatore o l’ascoltatore, che cambierebbe canale. Per rimediare,ci vuole quindi un rinforzo efficace, rappresentato ,ad esempio, da una proposta strumentalmente e paradossalmente contraddittoria.

Infatti il cavaliere negli ultimi tempi si contraddice spesso. Oggi prospetta un’alleanza,domani la smembra,un giorno auspica che un “tecnico” sia il federatore politico dei moderati salvo ,nel contempo, criticarlo,e così via,di sera dice di essere vittima di complotti e la mattina indica nel germano- centrismo europeo i mali dell’Italia.Ordinariamente,un simile comportamento viene cassato come confuso ed inaffidabile,la spia di enormi difficoltà di sintesi nel suo partito. Non si sfugge a tale valutazione.

Tuttavia, secondo me, bisogna approfondire maggiormente la questione ed essere cauti nel giudizio. Perché il mondo comunicativo contemporaneo,che usa mezzi più o meno coinvolgenti,è un universo di contraddizione estrema e di una accentuata volubilità e volatilità di opinioni. Le notizie ,come le percezioni,infatti ,si compongono,si scompongono e muoiono in fretta. Forse troppo velocemente.
In un mondo dominato dalla incertezza,la contraddizione immoderata invece di ripulsa può incrementare su di sé l’attenzione e la curiosità nonché il desiderio di essere logicamente risolta.

Dalla discesa in campo di Berlusconi, la percentuale dei consensi a suo favore è indubbiamente aumentata perché egli è un politico ancora carismatico, ma altrettanto può lievitare perché ,stranamente,l’incertezza del suo comportamento invita l’elettore indeciso ad aspettarsi dal candidato la soluzione delle lacune e degli squarci all’ordito delle idee. Deliberata o casuale sia,la sua strategia assomiglia al tempo dell’avvento del Natale per i cristiani. Dopo l’attesa, molti sperano nel fausto evento.

Non mi meraviglierei ,pertanto,che da ora alle elezioni i comportamenti,i proclami e gli atteggiamenti paradossali dei partiti, per imitazione, si moltiplichino, forse con esagerazioni,per incrementare l’attenzione e la curiosità degli elettori verso le soluzioni prospettate da ciascun partito. Vedremo. In un mondo contraddittorio chi sta fermo non attrae più di tanto.   

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