Antonio Sanfrancesco
Opportune et importune
9 Gennaio Gen 2013 1746 09 gennaio 2013

Monti si defila, Todi 3 salta e l'endorsement è da rifare: la confusione dei cattolici dopo Ruini

«Meglio contestati che irrilevanti». È stato questo il motto con cui il cardinale Camillo Ruini, al vertice della Cei dal 1991 al 2007, ha guidato il mondo cattolico nei marosi della politica italiana durante la Seconda Repubblica.
Archiviata, con la fine della Dc, l'unità dei cattolici in politica, Ruini ha dovuto sopportare le accuse di interventismo pronunciandosi e mobilitandosi su molti temi caldi dell’agenda pubblica: dal referendum sulla legge 40 al caso Welby, dai progetti di legge sulle coppie gay a quelli su aborto ed eutanasia.
Icona di una Chiesa interventista e troppo immischiata nella politica, secondo i critici. Protagonista del riscatto dei cattolici capaci di entrare nella scena pubblica con coraggio e chiarezza d'idee, secondo i sostenitori. Congedandosi dal vertice della Cei nel 2007 spiegò: «Il cattolico deve svegliarsi. Deve giocare di proposta e dare un orientamento alla cultura. E per questo occorre che ci sia una crescita del senso di appartenenza alla Chiesa e a Cristo e una più precisa consapevolezza della radicalità della sfida che abbiamo davanti».

Egli stesso si definì una volta un “animale politico”. E da buon politico (e cattolico) non ha perso mai di vista la fondamentale virtù della prudenza.
Prudenza che sembra essere mancata nel frettoloso endorsement a favore di Mario Monti pronunciato a fine dicembre dal Vaticano e dal capo dei vescovi italiani, il cardinale Angelo Bagnasco. I quali, in cambio, si aspettavano forse una presa di posizione forte sui “valori non negoziabili” da parte dell'attuale premier.

Non è arrivato nessun segnale, né il Professore ha coinvolto i cattolici nella creazione delle liste. Un segnale aspettato, invano, anche da molti cattolici del Pdl pronti a lasciare Berlusconi per il rassemblement centrista.
La famigerata agenda Monti ha come priorità più i temi economici che quelli etici, dei quali, ha spiegato il premier, deve occuparsi il Parlamento.
Il risultato? Su suggerimento dello stesso Bagnasco è saltato il Forum delle associazioni cattoliche di Todi che avrebbe dovuto far partire la campagna elettorale a favore del centro montiano mentre nomi di peso del mondo cattolico si sono accasati nel Pd. Come Edo Patriarca, ruiniano, segretario del comitato organizzatore delle Settimane sociali, Ernesto Preziosi, direttore dell’Istituto Toniolo, Flavia Nardelli, segretario generale dell’Istituto Sturzo ed Emma Fattorini, docente di Storia contemporanea all’università La Sapienza.

Altri cattolici, come il ciellino ex capogruppo del Pdl all'Europarlamento Mario Mauro, hanno deciso di andare con Monti.
L'impressione è che ci sia una gran confusione alimentata anche dalla convinzione, rivelatasi sbagliata, che il Forum di Todi potesse favorire la nascita di un nuova formazione politica capace di riunire, o almeno non disperdere troppo, i cattolici attorno a Monti.

Come ha insegnato con sano realismo Ruini in questi anni, meglio non farsi troppe illusioni. I cattolici vanno, e continueranno ad andare, in ordine sparso. Lo spartiacque sono i “valori non negoziabili”. E gli endorsement, quando sono troppo frettolosi, finiscono per rivelarsi un passo falso.

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