Tramonti sul nord est
11 Gennaio Gen 2013 0928 11 gennaio 2013

Nel nome del figlio ...

Da una parte la personale fatica quotidiana e dall'altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.
(Qualcuno era comunista – Giorgio Gaber 1961)

C’è chi sceglie di impegnarsi nella vita privata costruendosi una famiglia, una moglie, un marito, un compagno una compagna, uno due mille figli, piatti da lavare e camicie da stirare … io no. Sono un’egoista di prima e non sacrificherei mai la mia personale libertà per un sentimento.

C’è chi sceglie di impegnarsi in politica .. oddio, insomma ma si dai .. per far sentire la propria voce, difendere diritti e doveri, tutelare la propria categoria e garantirsi un futuro … io no. Sono un’egoista di prima e non accetterei mai l’idea di scendere a compromessi o di modificare la visione delle cose per interesse o giochi politici.

Qualsiasi scelta è caratterizzata dall’impegno.
Io ho deciso di impegnarmi per gli Eroi.
Per gli Eroi della mia razza. Intesa come razza umana.
Quegli Eroi grandi e piccoli.
Quegli Eroi dimenticati da tutti i programmi politicanti che girano in questi giorni.
Quegli Eroi che costituiscono l’ossatura economica e sociale di questa terra.
Quegli Eroi che vorrei portare un giorno agli onori degli altari per i lori meriti e il giorno dopo bastonare forte per le stronzate che fanno dettate dallo spirito dell’improvvisazione e dalla testardaggine che li contraddistingue.

Io, a differenza di quelli che sanno fare tutto, da guidare aerei a cucinare sofisticati piatti di alta cucina passando per la stesura di trattati di eco-geo-politica, non so fare tante cose.
Ma quelle che so fare le so fare bene.
E tra quelle che so fare è dare una mano ad affrontare nuove esperienze, aprire nuovi cantieri, accettare nuove sfide, provare a respirare aria nuova.
So non arrendermi di fronte alla Bestia, a combatterla, a sfidarla e a vincerla.
Stringendo i denti e i pugni, contro tutto e contro tutti.

Io non ho esperienza da vendere ma ho tanti errori alle spalle che mi hanno portato a capire le regole di certi giochi.
Non ho un cv da incorniciare e spendere nelle grandi occasioni ma ho parecchi successi raggiunti con sudore, fatica e bestemmie .
E sono i risultati che contano non la strada che ho percorso per ottenerli.
Non sono socievole e compassionevole ma ho una certa apertura mentale che mi permette di capire qualcosa e uno sviscerato amore per la mia terra e per la gente che la crea e vive che mi sono plasmata a loro mantenendo la mia integrità psichica.
Il 21 gennaio 2013 partorisco.
Il mio figlio.
Il mio bambino.
In questi mesi di gestazione mi è capitato di pensare a tutte quelle coppie che, per uno scherzo della natura, non possono avere figli e li cercano come acqua nel deserto.
In questi mesi di gestazione mi è capitato di pensare a tutte quelle donne che portano il fagiolo dentro di loro e lo sentono crescere ora su ora e non vedono l’ora di partorirlo per vederlo in faccia, per dargli il benvenuto in questo mondo.
In questi mesi ho pensato varie volte di abortire questo figlio, non lo nego.
Perché un figlio lo si fa in due è inevitabile, e trovare il padre di mio figlio è stata un’impresa.

Ho provato un padre chiamato Unindustria ma era troppo attaccato alla politica.
Ho provato un padre chiamato Confartigianato ma era troppo innamorato delle banche.
Ho provato un padre chiamato “network di professionisti” ma era troppo impegnato nei propri impegni.
Ho provato un padre chiamato Camera di Commercio ma era troppo legato a società di consulenza aziendale-commerciale grandi e famose che fanno pubblicità alla radio.
Ho trovato un padre che si chiama CNA.
E l’ho trovato su twitter . Sono rimasta incinta al primo spritz.
(PS Paolo … rassicura la tua signora e la tua famiglia che va tutto bene e che mi serviva solo per scrivere questa storia e non c’è niente di “reale” ma è tutto metaforico)

In questi mesi ho cullato il mio fagiolo, l’ho sentito crescere, muoversi, gli ho fatto conoscere i compagni del viaggio, l’ho sentito piangere e tra due settimane lo presenterò agli Eroi che lo hanno già adottato.
Perché un figlio non è proprietà di chi lo mette al mondo, ma è del mondo, di chi lo cresce.
E i miei Eroi lo useranno e molto probabilmente lo abuseranno ma è per loro questo figlio.
E’ il mio piccolo aiuto.
E’ il mio impegno per dirgli prima di tutto grazie e poi per non lasciarli soli, per non vederne altri su pagine di giornale come Michele e Lele lo scorso anno.
Il mio figlio ha un nome strano … mica potevo chiamarlo con un nome comune … si chiama GO EXPORT !
Visto che tutti si mettono in bocca la parola internazionalizzazione .. e sapete quanto io abbia già scritto in merito … io ho deciso che agli Eroi dobbiamo spiegare bene cosa significa un processo di internazionalizzazione, spaventarli per bene per infondergli quel sano senso di insicurezza per tenere a bada il loro spirito di improvvisazione, spiegargli rischi e vantaggi e dargli gli strumenti per farlo.
Ma strumenti pratici, operativi, non lezioni accademiche sui massimi sistemi dell’esportazione.
No no … niente teoria tutta pratica.
Perché per diventare grandi si parte sempre dalle piccole cose. S’impara a leggere dall’abbecedario non dalla Treccani.
GO EXPORT ! prevedere un corso (anche se per me è meglio definirlo un percorso…) di 5 giornate a partire da febbraio, tenute da gente pratica e che con la materia c’ha a che fare tutte le ore, sui temi principali per avvicinarsi ad un processo di internazionalizzazione: la parte commerciale di come cercare e coccolare un cliente estero, la parte di contrattualistica internazionale per evitare di far la fortuna degli international lawyers, la parte dei pagamenti per tutelarsi ed avere la certezza che sforzi ed entusiasmi siano pagati, la parte trasporti e la parte amministrativa per evitare tutte le sanzioni di cui vive l’Italia.

E poi prevede uno sportello attivo per dare un servizio personalizzato e dedicato alle PMI, SOLO A LORO, SOLO ED ESCLUSIVAMENTE A LORO, che per RESISTERE e per ESISTERE vogliono intraprendere un processo di internazionalizzazione, non semplicemente vendere all’estero.
Mio figlio nel piccolo grande immenso Veneto sarà quello che doveva essere il famoso ICE che da quanto bello era come progetto si è ghiacciato e nessuno lo scongelerà.
E mio figlio sarà bellissimo.
Perché tarato sulle esigenze degli Eroi che ho la fortuna di conoscere.
Perché non ha da promuovere banche o società di consulenza, ma è tagliato su misura per gli Eroi.
Perché è un esperimento di un lavoro di squadra per … spiccare il volo per cambiare veramente la vita…

A chi legge questo blog ed è interessato …. il 21 gennaio ’13 alle 20.30 vi aspetto in sede CNA Vicenza, via Zampieri 19 per assistere al parto …

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