La finestra a quattro vetri
14 Gennaio Gen 2013 1213 14 gennaio 2013

L'infrangibile vetro della "Questione Mentale"

"Aprire la scatola dei ricordi, era per Alice sempre un piacere, anche quando i ricordi non erano tutti positivi: fare un viaggio mentale tra le valigie, i treni, le montagne e i mari che aveva attraversato, era sempre qualcosa di magico. Ma qualcosa ogni volta le lasciava l'amaro in bocca, c'era una valigia, che per quanto avesse costituito e rappresentasse il suo futuro, le lasciava un' immane tristezza, e non per il viaggio in sè, ma per l'impotenza mentale che quella valigia rappresentava.

Alice, aveva abbandonato i suoi paesaggi, gettandosi nel caos della città, la quale le aveva non solo aperto la mente agli studi più disparati, ma le aveva offerto la possibilità di crescere mentalmente.. Ebbene, Alice notava la differenza, sottile e pungente, tra quello che era stato , e quello che aveva scelto invece di vivere quotidianamente; anche solo entrando in un semplice ufficio pubblico notava un deficit di professionalità spaventoso, dove come lingua morta,non si cosiderava di certo il latino ma bensì l'italiano. Alice aveva paura di tutto ciò e si sentiva come un criceto in una gabbia che non risciva a ruotare. Il terreno le appariva arido, in quanto chi a rigor di motivi forse politici non riusciva a concimare l'interesse e il benessere comune".

La libertà di pensiero, è punto cardine e diritto inscindibile nella nostra vita, ma quando la singola forma mentis diventa pericolosa per una società? Quando questa supera il confine dela tollerabilità?

Forse, il giusto mix, per non scardinare le ataviche tradizioni mentali e "popolari" ..se così vogliamo definirle, sarebbe quello di trovare un punto d'incontro con il progresso e il divenire mentale, per evitare la fuga di tutte le teste, dalle antiche colline.

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