Pubblica Amministrazione: come compra e quando paga
15 Gennaio Gen 2013 2305 15 gennaio 2013

Contributi Pubblici alle imprese: quale candidato premier ha letto il rapporto Giavazzi?

Caro Presidente, caro Ministro. Inizia così la lettera di Francesco Giavazzi al Premier Monti ed al Ministro Passera che accompagna il rapporto “Analisi e raccomandazioni sul tema di Contributi alle Imprese”. Sono andato a rileggerlo dopo che ieri sera, durante la puntata di “Ballarò”, Gianfranco Fini ed un’ospite di Floris, l’imprenditrice Antonella Nonino, hanno disquisito sui finanziamenti a fondo perduto che la P.A. mette a disposizione delle imprese.


La Nonino, amministratore delegato dell’azienda di famiglia che si occupa della distillazione della grappa, ha detto chiaramente che: “quel tipo di sussidi andrebbero eliminati perché non servono alle imprese”. Ed è questa frase che mi ha fatto ricordare il documento dell’economista bocconiano nonché editorialista del Corriere della Sera, che sin dalle premesse indica come: “un sussidio è efficace sole se induce attività addizionali, cioè non finanzia attività che l’impresa farebbe comunque”.


Metto a disposizione il documento per chi vuole approfondire l’argomento ma sia le valutazioni del lavoro del professor Giavazzi che uno studio della Ragioneria Generale dello Stato giungono alle stesse conclusioni: sono circa 10 i miliardi di euro, sotto forma di contribuiti alle imprese in senso stretto, che potrebbero essere abrogati. Applicando dunque i criteri indicati nel rapporto si potrebbero risparmiare importanti risorse.

Ma le analisi e raccomandazioni vanno anche oltre al solo taglio delle inefficienze. Proseguendo nella lettura si legge che “un taglio delle spesa, se utilizzato per ridurre la pressione fiscale, può far crescere il reddito in modo più che proporzionale…..l’abrogazione produrrebbe, nell’arco di due anni circa, un aumento del livello del Prodotto Interno Lordo del 1,5%..... La riduzione della pressione fiscale dovrebbe essere conseguita tramite una riduzione del cuneo fiscale, la differenza tra il costo del lavoro per l’impresa e il salario netto del lavoratore”.


Insomma, una ricetta che renderebbe la P.A. più efficiente e le tasche degli italiani un po’ meno vuote. Aspettiamo fiduciosi che qualche candidato premier la faccia propria. Giavazzi e la sua squadra (Marco D’Alberti; Alfredo Moliterni; Alberto Polo; Fabiano Schivardi), per semplificare la cosa, hanno già preparato uno schema di decreto legge.

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