Alessandro Da Rold
Portineria Milano
15 Gennaio Gen 2013 1730 15 gennaio 2013

Il consigliere Udc che a Desio sta con il Pdl, in Lombardia con il Pd e a Roma con Monti

Ci vuole un certo «garbo» per gestire le partite politiche più complesse. Lo sa bene Tiziano Garbo, di nome e di fatto, uno che ha imparato «la grazia» nel muoversi nei meandri della politica italiana nella vecchia Democrazia Cristiana. Ebbene Garbo, classe 1951, leader storico dell'Udc di Desio, grande amico di Renato Farina, il parlamentare giornalista del quotidiano Libero, ha pensato bene di giocare su più fronti in questa difficile fase per l'Italia. Ha fatto tris, tenendo un piede vicino al Popolo della Libertà di Silvio Berlusconi, uno nel Partito Democratico di Pier Luigi Bersani e un altro ancora con i centristi di Mario Monti.

Così, lui che fu candidato sindaco a Desio nel 2011 con il Popolo della Libertà, ora ha scelto di dividersi in due a livello regionale e nazionale. Dopo aver detto addio a Berlusconi - anche se di fatto è ancora in coalizione in comune con il Pdl -ha deciso di appoggiare a livello nazionale Mario Monti. In regione Lombardia, invece, darà il suo sostegno a Umberto Ambrosoli, il candidato del Partito Democratico e di Sel.

La vicenda è stata raccontata dal Giornale di Desio e ha degli aspetti incredibili dal punto di vista politico. Perché Garbo, alle elezioni regionali si è appunto avvicinato a Enrico Marcora, uno dei fuoriusciti dell’Udc di Pierferdinando Casini, per Ambrosoli presidente di regione. Infatti, insieme ai centristi, ha dato vita al Cpl (Centro popolare lombardo), con esponenti di Udc e Italia dei Valori. «Paradossalmente» - si legge sul giornale di Desio «si ritroverà al fianco di Francesco Sicurello, ex dipietrista oggi col Cd (Centro Democratico) di Bruno Tabacci e Massimo Donadi».

In pratica, sempre con molto garbo, Tiziano Garbo si è levato dal sostegno a Gabriele Albertini - che è appoggiato da Marrio Monti - ma allo stesso tempo sta con Monti a livello nazionale. Intervistato dal quotidiano ha così spiegato la sua scelta: «La politica a volte è complicata: il mio sogno è quello del Grande Centro». Con garbo, ma davvero molto complicata.  

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