Marchionne veste Prada
16 Gennaio Gen 2013 1106 16 gennaio 2013

Moda uomo, un bilancio ragionato (con numeri e non solo)

Cari uomini, forse voi non sapete ancora cosa indosserete stasera o domani mattina. Ma noi sappiamo cosa vi metterete addirittura tra un anno. Per noi intendo giornalisti, aziende e soprattutto buyer che nell'ultima settimana sono stati impegnati nel tour de force Pitti Immagine Uomo, sfilate Milano Moda Uomo e fiere satelliti, come il White.

Nella foto: la sfilata Dolce&Gabbana ai 2013/14

Al di là delle tendenze - che oggi, per la maggior parte delle persone, non contano più di tanto visto che ciò che conta è il prezzo - questa settimana di full immersion nella moda uomo h avuto la funzione di una vera e propria cartina di tornasole: in un anno di incertezze come il 2013, la moda barcolla ma non molla, per dirla con un detto popolare.

I numeri evidenziano un generale mantenimento dello status quo: l'83esima edizione di Pitti Uomo si è chiusa con un +5% di presenze dall'estero, raggiungendo quota 7.800 compratori esteri (erano stati 7.400 nel gennaio di un anno fa). Per quanto riguarda l'Italia le presenze sono state circa 12.800, in calo del 6%. Si tratta, a conti fatti di una sorta di bilanciamento.

Nella foto: Giorgio Armani ai 2013/14

Stranieri in aumento anche a White Milano: +5% di buyer internazionali registrati rispetto all'edizione di gennaio 2012 con un forte afflusso di giapponesi, coreani e cinesi. Da notare anche la presenza anche di tutti i più importanti department store americani. In calo - come da aspettativa - gli italiani la cui presenza si attesta su un - 3%.

Mario Boselli, presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, si è detto soddisfatto dell'andamento dell'edizione di Milano Moda Uomo.

Le aziende, dal canto loro, hanno virato su soluzioni efficaci, lasciando da parte i voli pindarici e puntando su capi e accessori vendibili. Il segmento extralusso - che si nutre di acquirenti stranieri - mantiene contorni ben definiti: sono sempre di più le griffe che propongono l'alto di gamma nelle sue variazioni, tra lavorazioni artigianali e materiali pregiatissimi.

Cosa ho visto - e sentito - io: ho visto molti posti vuoti alle sfilate, ma anche un generalizzato ottimismo. Ho visto e sentito il timore delle piccole aziende che sperano in una ripresa e in una riduzione della pressione fiscale per evitare la debacle, ma anche l'interesse dei buyer stranieri che, contrariamente agli italiani, sono arrivati a Firenze e a Milano con budget se non superiori almeno uguali a quelli della scorsa stagione invernale. Ho percepito una prudenza generalizzata ma giusta che, speriamo, potrà condurre le PMI che oggi costituiscono un attore chiave del sistema moda italia attraverso un periodo tutt'altro che roseo.

La parola chiave è senza dubbio una: estero. Guardare oltre confine oggi è indispensabile.


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