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17 Gennaio Gen 2013 1235 17 gennaio 2013

2013: anno contro lo spreco

L’Europa ha dichiarato il 2013 “anno europeo contro lo spreco”. Usa e Europa consumano insieme l’88% delle risorse idriche del Pianeta e l’Italia ha il primato europeo con un consumo medio di 78 metri cubi d’acqua all’anno per ogni abitante.
Ma dentro ai dati del consumo vi è lo spreco e in Italia si spreca troppa acqua, come emerge dai dati Istat.
Molti sono i fattori alla base dello spreco:

• La rete idrica disperde lungo i percorsi dei nostri acquedotti tra il 30%e il 35% di acqua potabile. Una percentuale altissima che fa dell'Italia la maglia nera tra i più grandi Paesi europei.

• Lo spreco di acqua è anche strettamente correlato con lo spreco alimentare, considerando che, a livello mondiale, più del 70% dell’acqua dolce viene utilizzata per l’agricoltura. La FAO stima che circa un terzo degli alimenti prodotti nei Paesi industrializzati vengano distrutti. Soltanto in Italia circa 20 milioni di tonnellate di derrate alimentari vengono buttate ogni anno e nel nostro Paese, nel 2010, sono stati sprecati 12,6 miliardi di metri cubi di acqua a causa di 14 milioni di tonnellate di prodotti agricoli non raccolti.

• Infine in Italia è ancora bassa la percezione dello spreco idrico e sopravvivono cattive abitudini, molte sono le persone che lasciano aperta l’acqua mentre lavano i piatti, l’insalata o i denti. Ogni cittadino italiano consuma in media 213 litri al giorno d’acqua potabile mentre uno svizzero si limita a 159 e uno Svedese a 119 litri.

Una rinnovata sensibilità verso gli sprechi e abitudini corrette non solo sono possibili ma aiuterebbero a diminuire una dispersione inutile d'acqua.
Questo comodo atteggiamento di pensare alle risorse come infinite o comunque come problema rimandabile o altrui porta a sminuire l’importanza dei beni comuni.
Dal clima agli animali sofferenti, dall’energia al cibo sprecato, dall’aria inquinata all’acqua come risorsa sempre più scarsa. A ben guardare in pericolo è soprattutto ciò che è di tutti. L’impressione è che oggi la “res pubblica” si stata declassata a “cosa di nessuno” e nella quotidianità ci si dimentica che i beni più preziosi appartengono alla collettività e quindi anche a noi.

Un atteggiamento più attuale potrebbe portare a farci sentire responsabili anche delle fontanelle che perdono, delle strade sporche, dei muri imbrattati, dei monumenti dimenticati per riscoprire e difendere l’importanza e la bellezza di ciò che ci appartiene.


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