In a sentimental mood
17 Gennaio Gen 2013 1028 17 gennaio 2013

Boutade sul grillismo

Avvertenza: non andare avanti se sei sensibile a certi temi.

C’è stato un tempo in cui ho considerato l’esistenza del grillino più seriamente di quanto avrei fatto poi, ed erano i tempi in cui i grillini erano rari come telefonini di venti euro nelle mani di un adolescente cool (ci sarebbe da dire che non tutti sono cool, e che per essere veramente cool bisognerebbe coltivare la nicchia, e che ogni status symbol a questo mondo oggi è troppo sdoganato per essere cool: diciamo che è come quando a inizio Novecento hanno iniziato a girare le stampe dei quadri e tutto il mondo poteva vantarsi di avere un Van Gogh in casa; questo se non fosse che oggi pure la parola cool è diventata di massa, torna ripetutamente nelle sceneggiature di tre pagine di Sofia Coppola e nei libri di Franzen, bisognerà quindi trovare una nuova parola per descrivere come fa l’adolescente fico a restare fico nella società in cui tutti siamo uguali come i porci di Orwell).

Ma non divaghiamo. Erano gli inizi terribili, quelli in cui mentre gettavi una carta a terra con un leggero fischiettio di circostanza, e per sbaglio, qualcuno ti faceva notare che non era il caso: e non perché ci tenesse all’ambiente sul serio, ma perché stava apprendendo un’idea molto cool da qualche parte nella rete, e ti ritrovavi la stessa lamentela sulla spiaggia mentre cercavi di spegnere una sigaretta sulla sabbia, chè ci vuole un’eternità perché la sigaretta si distrugga, e sei uno dei fattori inquinanti del pianeta: l’effetto serra è tutta colpa tua, poi fregatene se il resto del mondo contribuisce invece all’imbarbarimento generale. Il tuo unico compito morale è buttare la carta nel cestino.

Mi ricordo che iniziai a spaventarmi sul serio quando mi diedero un dvd e vidi il comizio del loro leader che tentava di menar battute sulla politica, fu in quel momento che mi resi conto che non avevo proprio il talento per il cabaret, o la politica. Voglio dire, devo avere seri problemi di senso dell’umorismo se non riesco a ridere alle battute più cool. Se non porto il ritmo insomma. E’ in quei momenti che ho iniziato a pensare che stesse nascendo un fenomeno che mi sfuggiva, il grillismo: e c’era sempre più gente entusiasta della rete, volevano la wi-fi ovunque, e non che fossi contraria, a me l’idea va benissimo, però loro ci credevano e si aggregavano per parlarne dicendo che l’Italia è un paese vecchio – non che questo ragionamento non lo capissi, del resto Firenze è vecchissima a cielo aperto, maledetti restauratori!

Però crescevano, e una volta ricevetti una telefonata da X mentre tornavo da un’inutile trasferta che mi disse ‘’ho incontrato un grillino’’ con un vago entusiasmo per la nuova conoscenza, e la mia reazione fu pressappoco ‘’un grillino?!?un grillino?!?!?!’’; ‘’sì, ci inviterà ad un falò!’’; ‘’porterò una ceneriera!’’.

Parentesi più (o meno) seria: trasformare in partito un movimento (o qualcosa del genere) che non ha neanche un’identità o una cultura è come fondare un giornale online perché un forum sta andando piuttosto bene e allora perché non copincollare tutto dentro articoli pubblici quotidiani? [non si esclude che sia questo il motore del giornalismo in rete]

Esempio chiarificatore: definizione di grillino. Da questo momento in poi immaginate una lunga pausa sigaretta e caffè che porta al nulla. E’ giovane?probabilmente. E’ di destra?è di sinistra?è equo?è solidale?è omofobo?è un mangiapreti? Non ho molte informazioni a riguardo, ma temo sia un altro dei miei limiti esistenziali. Il grillino è in mezzo a noi, si nasconde e potrebbe essere ovunque, il vostro vicino di casa, e persino il vostro cane. E’ come un virus, se ammettiamo poi l’esistenza del virus, poiché a sentir certi alcuni virus sono complotti internazionali. Probabilmente il grillismo è un complotto internazionale di gente consapevole, che però lo accetta, perché l’importante è sapere - sia chiaro, tutto il resto è noia cool.

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