Gianluca Melillo
ItaliAmo
17 Gennaio Gen 2013 0837 17 gennaio 2013

Monti si dichiara "rivoluzionario", ma dice no ai matrimoni gay

Il Premier, per cercare una visibilità che probabilmente gli fa più male che bene, ieri su SkyTg24 ha dichiarato di "non essere democristiano, bensì un rivoluzionario".

Poi però continua chiarendo un punto fermo della sua vision "rivoluzionaria": «no ai matrimoni gay».

«Il mio pensiero è che la famiglia debba essere costituita da un uomo ed una donna, e ritengo necessario che i figli debbano crescere con una madre ed un padre», prosegue Monti nell'intervista della sempre più brava D'Amico.

Il Senatore, in pieno clima elettorale, sottolinea poi quanto male al Paese abbia fatto il centro destra, che però dichiara di aver votato, schiavo di logiche di potere e clientelarismo, come anche il centro sinistra reo di esser troppo vicino alla sinistra "massimalista e conservatrice".

Insomma Monti si sta dimostrando un vero e proprio leader centrista, iper cattolico e liberista. Sempre più chiare le motivazioni della sua allenaza con Fini e Casini, loro infatti sono due giovani politici, volti nuovi ed affatto "schiavi di logiche di potere e clientelarismo".

Il nostro Che Guevara piemontese prosegue poi con uscite sui generis, come ad esempio che "la pressione fiscale troppo alta uccide l'economia", chissà chi sarà stato ad alzare le tasse?! Oppure che "la Fiat ha il diritto ed il dovere di essere competitiva", dichiarazioni come questa forse spiegano i fischi al Lingotto di qualche giorno addietro?

Ma torniamo ai diritti civili, di positivo c'è che adesso sappiamo davvero come la pensa. inoltre che è cristallino quanto ruoti intorno al consenso del Vaticano la costruzione del suo programma.

In un'altro post, di qualche tempo addietro, scrissi che avrei potuto votare Monti qualora avesse posto al centro della sua azione politica i diritti civili, le seconde generazioni ed il rinnovamento. In sostanza se fosse stato un "rivoluzionario", ma davvero.

Cosa che non mi pare essere accaduta, per cui, per quanto poco conti, adesso sono certo almeno di una cosa: NON voterò Monti.

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