Crank-Up… sport loves devotion
18 Gennaio Gen 2013 1339 18 gennaio 2013

Confessioni che fanno scalpore

Si fa tanto parlare su Armstrong che non posso essere da meno.
Chi lo attaccava prima, continua ad attaccarlo e si gonfia delle proprie ragioni. Chi lo amava e difendeva prima, ora torna sui suoi passi e gli punta il dito contro. Chi era indifferente di fronte a tutto questo vociferare ora sembra destarsi da un sonno improvvisato e si mostra stupido e scandalizzato.
Nessuno può o deve difendere quello che è l’emblema di uno sport malsano e malato. Nessuno però può puntare il dito e basta: criticare, diffamare e ostentare rabbia sono reazioni logiche e facili da adottare, ma domandarsi il perché e cercare di migliorare e prevenire sono reazioni più macchinose e difficili.
Allora io dico, che si sapesse o meno, perché nessuno ha cercato di capire fino in fondo? Perché non si fa veramente nulla per prevenire queste cose? Perché ci stupiamo e meravigliamo come se fosse il primo atleta a fare confessioni di questo genere? Forse perché è sempre più facile nascondere la testa sotto la sabbia e destarsi solo quando il mormorio si fa grido.
Non mi stancherò mai di dire che se oggi si continua a parlare di sport solo macchina spara soldi, non ci sarà mai un mondo dello sport sano e leale. Ci saranno atleti che con fatica, costanza e devozione raggiungeranno i loro obiettivi, ce ne saranno altri che punteranno a raggiungere il vil denaro con i mezzi e gli strumenti più facili e veloci che avranno a disposizione.
E non puntiamo il dito solo sull’atleta, perché dietro di lui esiste un team, un coach, una struttura sportiva ben organizzata che, permettetemi il cinismo, dubito non fossero a conoscenza di quanto stesse accadendo.
Noi siamo per lo sport sano, per lo sport vero, quello che richiede sacrifici e litri e litri di sudore, quello che a fine giornata ti fa andare a letto con la soddisfazione di aver fatto qualcosa di bello, qualcosa di vero, qualcosa di tuo!!
SPORT LOVES DEVOTION

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