Intervistato.com
18 Gennaio Gen 2013 1629 18 gennaio 2013

Gini Dietrich su Intervistato.com

■ Chi è Gini Dietrich?

Qualche tempo fa abbiamo intervistato Gini Dietrich, fondatrice dell'agenzia di comunicazione Arment Dietrich, che opera nell'ambito dell'industria pesante, farmaceutica e dei servizi finanziari. Abbiamo parlato delle difficoltà nel portare aziende di questi settori online, e delle sfide che comportano.

In primo luogo abbiamo chiesto a Gini come è nata Arment Dietrich, la sua agenzia di comunicazione e marketing: agli inizi degli anni 2000 Gini lavorava come dipendente, e non c'era alcuna intenzione di aprire un'agenzia indipendente. Tuttavia dopo qualche anno si è decisa a fondare Arment Dietrich, e il suo primo cliente è stato proprio la persona che le aveva suggerito di fare questo importante passo. Nonostante fosse inizialmente da sola, di fatto una freelance, negli anni l'azienda ha continuato a crescere, e conta attualmente 13 dipendenti.

Arment Dietrich è attualmente un'agenzia di marketing e comunicazione: fino al 2008 era una agenzia PR, quindi si occupava di media relations, eventi e crisis management. Oggi integrano anche il marketing (email marketing, contenuti, search engine optimization, etc.). Forniscono servizi B2B ad aziende nell'industria manufatturiera, servizi finanziari e sanità, di cui curano anche e soprattutto l'aspetto relativo ai social media, con diversi clienti che operano nel campo dell'industria pesante, in cui gli acquisti (spesso milionari) non avvengono mai online.

Si pensa sempre che per avere una presenza sui social sia indispensabile avere un account Facebook e Twitter, ma nel caso di AD, la maggior parte dei clienti delle aziende con cui lavorano non è su FB o Twitter. Si cerca dunque di raggiungere i prospect e i consumatori là dove già hanno una presenza attiva, che può essere su Google+, oppure su Pinterest nel caso di clienti che hanno qualcosa di “visivo” da mostrare. Si costruisce in questo modo una strategia complessiva che tiene conto delle comunità già in essere, e non ci si basa su un legame obbligato a Facebook.

Secondo Gini gli hashtag su Twitter sono un ottimo strumento per ricercare e approfondire diversi argomenti: in primo luogo quando si fanno ricerche su un nuovo mercato, oppure su un nuovo cliente, per vedere che cosa si dice online a proposito di quella nicchia e di quella particolare azienda. Inoltre lei li usa anche per trovare ispirazione tra i contenuti relativi a PR e social media per curare il blog di Arment Dietrich.

Il blog è nato qualche anno fa, quando il fenomeno ancora non aveva raggiunto la portata odierna. Non sapevano molto bene che cosa stavano facendo, ma è stato un ottimo primo passo nel capire che cosa fosse e come funzionava. Tutte le questioni relative al SEO, per esempio, erano solamente agli albori, e ancora non si parlava di content curation. Da questo punto di vista AD cerca sempre di raccomandare ai propri clienti qualche cosa che ha già provato e sperimentato: ci sono molti nuovi strumenti, e la tecnologia avanza a una tale velocità che diventa imperativo testare prima.

Abbiamo assistito a un incremento importante nel numero di app presenti sul mercato, motivo per cui abbiamo chiesto a Gini quale sia il fattore determinante del loro successo o del loro fallimento. A suo avviso è la “dipendenza”, e la capacità di crearla da un punto di vista di social networking. Google+ non ha raggiunto quel livello di “addiction” che invece Twitter e Pinterest sono riusciti a creare, che porta l'utente a sentire il bisogno di collegarsi regolarmente.

Un'altra domanda fatta a Gini riguarda i blog aziendali e la content curation: ci sono molti strumenti per aggregare e raccontare storie su diversi argomenti, ma possono realmente sostituire i blog? A suo avviso no: avere un blog aziendale significa avere la possibilità di dire la propria e fornire la propria expertise ai clienti o potenziali tali. Se non fai altro che content curation, non sarai in grado di offrire la tua prospettiva e le tue opinioni in merito ai temi trattati, perdendo di fatto la credibilità come esperto in materia.

Infine abbiamo chiesto quanto sia importante per un'azienda essere presenti su piattaforme come Yelp e Foursquare, oppure Reddit, e quale sia il miglior modo per gestire la critica su questi canali. Secondo Gini è fondamentale esserci, specialmente se si ha un retail: le persone fanno conversazioni a proposito di te, ed è necessario che tu ci sia. Ci saranno anche le critiche, ed è normale perché fanno parte della natura umana. La cosa più importante è come rispondi alle critiche. Arment Dietrich consiglia sempre di rispondere pubblicamente sulla stessa piattaforma dove la critica è stata espressa, per dimostrare alle persone che si è in ascolto e che le loro opinioni sono importanti.

Dopodiché portare la conversazione offline. Non è consigliabile intraprendere un dibattito con una persona che sta criticando l'azienda online: la cosa migliore è stabilire un contatto via email, oppure con una telefonata, o addirittura con un incontro di persona, per risolvere il problema.

Naturalmente invito tutti a visionare l’intervista, molto ricca di spunti e riflessioni. Buona visione!

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