Luca Rinaldi
Pizza Connection
18 Gennaio Gen 2013 1459 18 gennaio 2013

Gli investimenti delle mafie: Lombardia al top per droga e contraffazione

Droga e contraffazione. Questi sono i mercati illegali che primeggiano nella cosiddetta 'locomotiva d'Italia', la Lombardia. Secondo lo studio «Gli investimenti delle mafie», realizzato dal centro di ricerca Transcrime dell'Università Cattolica per il ministero dell'Interno, il mercato della droga lombardo è il più florido dello stivale. Ancora più interessante è leggere il dato in profondità e vedere che solo un terzo dei ricavi della droga transitata e venduta in regione finiscono nelle tasche delle tradizionali presenza criminali sul territorio come 'ndrangheta, cosa nostra e camorra, mentre gli altri due terzi vadano in saccoccia a gruppi mafiosi stranieri come albanesi, serbi e marocchini e ad altri gruppi criminali.

Il 'grosso' del giro è concentrato su Milano, che come confermato dalla ricerca svolta, è un punto di smistamento non solo per l'Italia ma per tutto il Sud Europa. I ricavi stimati del mercato della droga lombardo è quantificabile tra gli 840 milioni e i 2,4 miliardi di euro: il doppio rispetto alla seconda regione della speciale 'classifica', cioè la Campania, dove i clan che regnano nel mercato della droga sono tra i più potenti.

Circa un miliardo di euro invece riguarda il dato sui ricavi delle mafie nel mercato della contraffazione derivanti in particolare dal commercio illegale di attrezzature elettroniche e informatiche, abbigliamento, cosmetici e accessori falsi.

Lombardia che raggiunge il secondo gradino del podio per quanto riguarda invece lo sfruttamento sessuale (quindi tutti i reati riconducibili alla prostituzione e alla tratta di esseri umani), dove a primeggiare è invece la regione Lazio.

Per quanto riguarda le infiltrazioni nell'economia legale invece la ricerca ha preso in esame il numero e le tipologie delle attività confiscate dal 1983 a oggi, tralasciando un nero attuale non ancora finito sotto la lente della magistratura. Nonostante questo, per numero di imprese mafiose confiscate la provincia di Milano è subito dietro a quelle di Palermo e Napoli e davanti a Reggio Calabria. Notano i ricercatori che «le province di Lecco (7,3 confiscate ogni 10 mila registrate), Milano (3,4) e Brescia (2,7) mostrano tassi anche superiori a quelle di altre aree del Sud, testimoniando il grado di infiltrazione e di diffusione delle organizzazioni mafiose anche nell'economia del Nord».

Capitolo altrettanto interessante e che, se ancora ve ne fosse bisogno, restituisce una fotografia della situazione degli investimenti mafiosi al nord, è quello dedicato agli investimento fuori dalle regione di origine delle mafie. È proprio tra Lombardia e Piemonte che la 'ndrangheta calabrese raccoglie il 37% dei suoi profitti. Basti pensare che nella regione d'origine si concentra il 23% di tutti i profitti dell'organizzazione.

Mediamente il Pil nero generale a livello regionale per quanto riguarda la Lombardia vale 3,7 miliardi di euro con stime più alte che toccano anche i 5. Insomma, 10 milioni di euro al giorno. Un dato non da poco, soprattutto se si tiene conto anche dello studio sull'indice di presenza mafiosa in provincia: Milano ha un indice pari a quello di provincie come Foggia, Brindisi e Trapani, terra del superlatitante Matteo Messina Denaro.

Elaborazione Corriere della Sera

La squadra dei ricercatori capitanata dal professor Ernesto Savona ha anche tracciato un quadro dei settori di investimento principali delle mafie italiane e delle forme di società privilegiate da queste per aprire le società. Per quanto riguarda i settori economici il settore “costruzioni ed estrazioni” è quello privilegiato innanzitutto da Cosa Nostra (oltre il 40% delle confische di imprese ai clan opera in questo ambito) e da camorra e ‘ndrangheta (con quote che si aggirano intorno al 20%).

La ‘ndrangheta invece preferisce il commercio all’ingrosso e al dettaglio anche se qui è la Camorra, stando ai dati della ricerca, che in questo caso si sono basati sul totale delle confische divisi per tipologia, a primeggiare. Nell’ordine sono invece gli altri settori più frequentati dall'imprenditore mafioso quelli del turismo, della ristorazione e dell’agricoltura.

CLICCA QUI PER SCARICARE INTEGRALMENTE IL RAPPORTO "GLI INVESTIMENTI DELLE MAFIE" (Il file è di grandi dimensioni, si consiglia di cliccare sul link con il tasto destro del mouse e poi dal menù a tendina selezionare la funzione per scaricare il file)

Twitter: @lucarinaldi

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