Marco Sarti
Camera con vista
18 Gennaio Gen 2013 1803 18 gennaio 2013

Guerra nuova, centrosinistra vecchio: sul Mali Bersani e gli alleati già si dividono

L’intervento militare in Mali è «necessario» o «un errore clamoroso»? Sulla missione francese si divide l’asse di centrosinistra. Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani condivide la decisione del governo di Parigi, anche se «l’uso della forza, la presenza militare, deve essere solo l’anticamera di una discussione politica». Il leader di Sel Nichi Vendola boccia senza appelli l’intervento delle forze armate transalpine. «Il governo francese ha fatto un errore clamoroso, è andato oltre le richieste del governo del Mali. La Francia ha interpretato in maniera un po’ forzata il mandato Onu». Nel pomeriggio anche il ministro della Cooperazione internazionale Andrea Riccardi ha denunciato il rischio di un nuovo Afghanistan. Vendola è d’accordo. «Un conto è occuparsi della catastrofe umanitaria, altra cosa è infilarsi in un nuovo pantano».

Diversa la visione di Bersani. «Non si tratta di truppe - le sue parole a Radio24 - ma si tratta di capire che abbiamo 5.000 km nel sud Sahara che non sono in mano a nessuno, ci si infila una formazione jihadista. I francesi sono intervenuti mentre i jihadisti stavano prendendosi la capitale del Mali». E ancora: «Non è che possiamo lasciare solo alla Francia un problema di questo genere. Abbiamo Prodi inviato dell’Onu nell’area, pacifista assoluto che tuttavia ha detto che questo intervento ci voleva. Se quell’area lì è instabile si riverbera sul nord dell’Africa, sulle primavere arabe. La cosa non può essere accettata».

È giusto che i leader di due grandi partiti italiani la pensino diversamente. Soprattutto quando il tema è rilevante (si parla di una grave crisi internazionale). Più che lecito, poi, che un mese prima delle Politiche ognuno prenda posizione anche in funzione delle aspettative del proprio elettorato. Ma Bersani e Vendola - i due si sono incontrati stamattina per fare il punto sulla campagna elettorale - non potevano concordare una dichiarazione più o meno simile? Se i sondaggi della vigilia saranno rispettati, presto saranno entrambi al governo. Già si parla di un ruolo di premier e vicepremier. Una volta a Palazzo Chigi sarà meglio mettersi d’accordo prima.

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