Il libro ritrovato. Consiglieri di pagine
19 Gennaio Gen 2013 0908 19 gennaio 2013

Catarsi

di Micaela Morini

Una parola greca che significa purificazione, espiazione.

Un'azione rasserenatrice, un'azione di sfogo e di calma esercitata sull'anima mortale oppressa dal peso delle impressioni pietose e terribili che la vita stampa, più o meno con forza, in ciascuno di noi. E così con la parola catarsi Aristotele ha affermato, per la prima volta nella storia del pensiero, un carattere essenziale dell'arte: quello di elevare e rasserenare.

Una parola complessa, ricca di significati, una parola attuale.

Alimentazioni di insane passioni dice Platone parlando della tragedia e della poesia omerica ed inizia così una violenta condanna contro gli spettacoli teatrali che sarà poi ripresa con tale forza da Sant'Agostino nelle Confessioni-libro III e da Rousseau con la lettera a D'Alembert sugli spettacoli.
A quest'accusa Aristotele ha dato una risposta che conserva ancora oggi un suo valore. Una tragedia e, quindi, uno spettacolo teatrale come quello di cui parla Platone, se fosse soltanto alimentatrice di insane passioni non sarebbe opera d'arte; ma la tragedia è opera d'arte e si ottiene quando le passioni del terrore e della pietà, sollevate dallo spettacolo tragico, vengono purificate: si ha cioè una catarsi per effetto della quale l'animo dello spettatore viene alleggerito e rasserenato.



Quali sono le passioni su cui la tragedia esercita un'azione catartica? Pietà e terrore.

Ogni uomo per la sua fragile umanità è agitato da pietà e terrore: pietà è la compassione per un male che noi vediamo, riconosciamo in un altro essere umano, un male che non ci appare proporzionato a ciò che si è commesso; il terrore è la visione e la comprensione dei mali che sentiamo come incombenti e vicini. Entrambi deprimono e agitano la nostra esistenza.

A sostegno di questa situazione emotiva, che finisce per trasformare la vita in un inferno, ecco la poesia, l'arte e il teatro. Poesia, arte e teatro hanno il potere di distrarre il piccolo mortale dalle sue angosce, dai suoi problemi. L'arte e il teatro, in particolare, diventavano così, con la catarsi, una sorta di cura e di medicamento per l'anima.

Credo che il pensiero sull'arte di Aristotele sia, oggi forse più di ieri, valido e importante.
Per questo consiglio di aprire un libro eterno: La Poetica di Aristotele.

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