Pubblica Amministrazione: come compra e quando paga
19 Gennaio Gen 2013 2306 19 gennaio 2013

Se vi sembrano poche 30.000 stazioni appaltanti per gli acquisti di beni e servizi della P.A.

Ma quante sono le stazioni appaltanti che assegnano annualmente i 135 miliardi di euro per l’acquisizione di beni e servizi da parte della Pubblica Amministrazione? Sembra una semplice domanda ma il tema della rivisitazione della spesa pubblica passa anche per il monitoraggio, la valutazione e soprattutto la razionalizzazione, del numero degli entiche effettuano i contratti per la fornitura di beni e servizi.


Le normative in proposito non sono certo mancate. In proposito stanno per scadere i termini (31 marzo 2013) per i comuni sotto i 5.000 abitanti per l’affidamento ad un’unica centrale di committenza l’acquisizione di lavori, servizi e forniture, come prorogato dall’art.29, comma 11-ter della legge 14/2012, ed anche la legge di stabilità del Governo Moniti ha cercato di muoversi alla ricerca di maggiore efficienza prevedendo la pubblicazione sul sito web dell’Autorità Vigilante sui Contratti Pubblici (AVCP) dei prezzi unitari corrisposti dalle aziende sanitarie locali per i propri acquisti (le famose siringhe).


Ma nel frattempo qual è la situazione?


Non più tardi di qualche giorno fa ITACA (Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale), in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Osservatori regionali dei contratti pubblici e la Conferenza delle Regioni, ha presentato il rapporto annuale 2011 Servizio Contratti Pubblici (SCP). Nel documento si legge che il numero delle stazioni appaltanti che SCP ha abilitato all’uso dei servizi è di circa 17.000 unità. Una cifra non uguale ma conforme (18.000) la si trova nel libro di uno dei grand commis di Stato Lugi Fiorentino nel suo libro “Gli acquisti delle amministrazioni pubbliche nella Repubblica multilivello”.


Ma entrambe le indicazioni sembrano ben lontane dal numero delle stazioni appaltanti realmente esistenti. Ha dirlo è l’Autorità Vigilante sui Contratti Pubblici (AVCP) che nel corso della sua ultima relazione (pagina 75) è riuscita ad individuare con precisione il numero degli enti pubblici appaltanti grazie all’introduzione dell’obbligo di richiesta del Codice Identificativo di Gara(CIG).
Ebbene, l’elenco dell’autorità conta circa 30.000 enti appaltanti, avete capito bene trentamila, quasi il doppio rispetto a quanto monitorato dalle pur attendibili fonti sopra citate.


Il Ministro per la coesione territoriale, Fabrizio Barca, ha recentemente presentato un documento di confronto riguardo i prossimi fondi comunitari 2014-2020. In particolare, il punto 4.11, prevede la promozione di un’amministrazione pubblica efficiente anche attraverso il rafforzamento e l’estensione del ricorso alle Stazioni Uniche Appaltanti (SUA). Auguriamoci che l’utilizzo delle risorse europee possa portare quei risultati che “il piano straordinario contro le mafie”, L. 13 agosto 2010 n. 136, aveva previsto con l’istituzione delle SUA ma che ancora, come ci dicono i numeri, tardano ad arrivare.

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