Usi e consumi
19 Gennaio Gen 2013 1111 19 gennaio 2013

Vita da cani

Non so a voi, ma a me i cani agghindati con fiocchi e fiocchetti ispirano una grande tristezza. Ogni volta che ne vedo uno mi viene voglia di fondare il “movimento per la salvaguardia del barboncino”.


Eppure devo essere una delle poche visto che il mercato degli accessori per cani galoppa al ritmo del 25% l’anno (dati Assalco Zoomark). Un mercato fatto di mollette tempestate di Swarovski, cappottini, guinzagli e collari coordinati, borse per il trasporto del cane e borse per il trasporto delle cose del cane. Per la serie “mai più senza” si possono trovare anche le stole o le scarpine.

Anche i punti vendita dedicati a questo genere di prodotti sono piuttosto inquietanti: a metà tra la bomboniera e il negozio di abbigliamento per bebè. Del resto, l’atteggiamento e il comportamento che molte persone adottano verso il cane è molto simile a quello che si ha nei confronti di un figlio piccolo.

E l’alimentazione? Il comparto del cibo per animali domestici cresce del 2,1% all’anno contro una media europea dell’1,6%. Il risultato è un giro d’affari pari a 1.600 milioni di euro annui. Il che si traduce, per l’85% delle famiglie con un animale, in una spesa annua intorno ai 550-600 euro (dati Eurispes). Ma vi è anche un 11% che investe nell’alimentazione per il proprio amico a 4 zampe circa 1.200 euro l’anno e un 3% che sfiora i 3.000 euro. Dunque, nonostante la crisi, chi ha un cane o un gatto non bada (troppo) a spese.


Ovvio che le aziende si siano buttate su questo mercato. A partire dalle multinazionali. Basta pensare che per Nestlè il petfood, dove è presente con Purina, è il settore più redditizio, a livello mondiale, dopo il caffè e nei prossimi anni, secondo gli analisti di Morgan Stanley, sarà fonte di una crescita a doppia cifra del margine operativo lordo. Ma ci sono anche Mars (con Pedigree, Cesar, Royal Canin e Whiskas) e Procter & Gamble (con Iams).

Molte griffe della moda, invece, non si sono risparmiate sul versante degli accessori. Da Gucci, per esempio, potete trovare un collare con ciondolo a cuore alla modica cifra di 190 euro mentre da Vuitton il guinzaglio (nel classico monogramma LV, ça va sans dire) costa 280 euro e il trasportino supera i 1.600 euro.

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