Gaetano Farina
Leggere il mondo
21 Gennaio Gen 2013 1600 21 gennaio 2013

Il pericolo invisibile

Sembra quasi scontato essere favorevoli alla diffusione del wi-fi in qualsiasi ambiente urbano, uno dei capisaldi programmatici, ad esempio, del Movimento Cinque Stelle; eppure dovremmo anche riflettere sulle conseguenze in termini di inquinamento ambientale. Sì, perché l'elettrosmog è forse la forma di inquinamento più pericolosa, almeno in relazione alla possibilità di percepirlo in quanto tale, poiché è invisibile e non tangibile come i rifiuti, i gas tossici o le polveri che danneggiano il nostro organismo.

Anche nel nostro paese, tuttavia, in parallelo alla diffusione e moltiplicazione di comitati cittadini che protestano contro gli antennoni installati sui tetti condominiali, riguardo a questo problema stanno aumentando i rapporti ufficiali e le pubblicazioni divulgative destinate a qualsiasi tipo di utenza. L'ultima è "Onde Anomale", della rinata Editori Riuniti, che si occupa, appunto, della disamina delle radiazioni prodotte dal telefonino (e dal cordless) e di quelle che si possono considerare le principali fonti di inquinamento elettromagnetico: antenne per ripetitori, impianti wi-fi, nuovi contatori dell'energia elettrica, dispositivi "tetra", stazioni e ponti radio, radar civili e militari, forni a microonde, ma anche le lampadine a "risparmio energetico" (a base di mercurio) o la concentrazione di apparecchiature domestiche. Gli autori, Alessio Ramaccioni e Pablo Castellani, riordinano e rielaborano i materiali, le esperienze e le testimonianze accumulati, negli anni, dalla trasmissione radiofonica "Il Nemico Invisibile", richiamando gli interventi di scienziati di sicura affidabilità e fama internazionale.

Riguardo al problema, infatti, sinora non si può certo ritenere trasparente e ben definita la linea di condotta di istituzioni e lobby varie, tanto che se è vero che non ci sono ancora certezze sui danni provocati dall'elettrosmog, e in Italia i vincoli e le normative sono più rigidi rispetto al altri Paesi, è vero anche che, spesso, non ci si è rimessi a quel "principio di precauzione" che dovrebbe costituire un imperativo assoluto quando si tratta della sicurezza della popolazione (come per il "caso" degli inceneritori).

In numerose puntate de "Il Nemico Invisibile" si è discusso pure di M.O.U.S. tanto che i volantini contro questo progetto faraonico hanno raggiunto il nord Italia, sebbene si tratti di una battaglia che, questa volta, a differenza di quelle contro il TAV e la base americana in realizzazione nel Dal Molin, parte dalla Sicilia, esattamente da Niscemi, in provincia di Caltanissetta.

Il M.U.O.S. (Mobile User Object System) è un sistema di comunicazione militare ad altissima frequenza, composto da tre trasmettitori parabolici basculanti con un diametro di 18,4 metri e due torri radio alte 149 metri. Un modernissimo radar delle forze armate statunitensi capace di raggiungere i contigenti a stelle a strisce in qualsiasi area del mondo si trovino ad operare, al fine di coordinare sottomarini, aerei senza pilota e i nuovi robot da guerra.

La comunicazione tra i soldati sul campo di battaglia, i loro comandanti sul posto e lo Stato Maggiore centrale, infatti, non è assolutamente cosa semplice e richiede tecnologia sempre più aggiornata e capillare. Per questo il M.U.O.S. è stato ideato già nell'ormai lontano 1999 per poi essere progettato nel 2004. Detto in parole molto semplici, non è altro che l'applicazione della tecnologia satellitare al sistema che tutti noi usiamo, ogni giorno, con i nostri telefoni cellulari. Sinora, ne sono stati installati tre, attualmente in funzionamento, in luoghi desertici di Virginia, Hawaii e Australia.

Gli americani ne vorrebbero, quindi, costruire uno nuovo nella base NATO di C.da Ulmo, all'interno della riserva naturale "Sughereta di Niscemi" (www.ceaniscemi.it/sughereta), sito di importanza comunitaria. Un proposito che si è configurato da subito, per gli abitanti dell'area, come una micidiale minaccia visto che l'installazione sorgerebbe a soli due km dal comune ed in una zona già residenziale...Effettivamente c'è da allarmarsi dato che il fascio di microonde sarebbe in grado di raggiungere i 135 km di ampiezza ed è ormai appurato, nonostante le lacune e le omissione di numerose ricerche, che i rischi (almeno) potenziali causati dalle onde elettromagnetiche sono tumori, leucemie, malformazioni fetali, melanomi, linfomi, infarti, variazioni del sistema immunitario e del sistema nervoso centrale, ustioni interne, vertigini, depressione, insonnia.

I lavori nell'area protetta di "Sughereta" sono iniziati immediatamente dopo il parere favorevole emesso il 1 giugno del 2011 dall'assessorato "Territorio ed Ambiente" della Regione Sicilia, ma il progetto, sinora, è stato pesantemente rallentato dalla volontà dei cittadini niscemesi, da un movimento popolare sempre più ampio che ha coinvolto le città limitrofe ed altre realtà della società civile, oltre che da iniziative ed interrogazioni di gruppi parlamentari.

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