Cazza la randa
21 Gennaio Gen 2013 1710 21 gennaio 2013

Il salasso fiscale è figlio quasi esclusivo delle manovre di Tremonti

Il salasso fiscale subito in particolare nel 2012 dagli italiani è cosa nota. Ed anche per questo le tasse rappresentano uno degli argomenti clou della campagna elettorale. Ne abbiamo avuto ulteriore riprova anche oggi, seguendo (per chi ha avuto lo stomaco di farlo) il dibattito politico. Dai giornalisti con la schiena sempre meno dritta in circolazione non arriva mai la domanda cruciale: ma chi ha prodotto l'aumento della pressione tributaria?

Enrico Zanetti, già direttore della rivista dei commercialisti italiani Eutekne.info ed ora candidato in Veneto alla Camera per la lista Monti, ha esaminato nel dettaglio i Documenti Economici Finanziari (Def) degli ultimi anni. Ebbene, i Def pubblicati da aprile 2011 sino all’ultimo aggiornamento disponibile di settembre 2012, hanno prodotto uno “scalone fiscale” di due e passa punti percentuali, imputabile:

  • alle scelte di pianificazione di bilancio del Governo di Berlusconi, Tremonti e della Lega Nord per il 67,2% sul 2012, per l’84,3% sul 2013 e per il 100% sul 2014;

  • alle scelte di pianificazione di bilancio del Governo Monti per il 32,8% sul 2012, il 15,7% sul 2013 e lo 0% sul 2014.

Numeri direttamente evincibili da documenti ufficiali – spiega Zanetti - testimoniano in modo incontrovertibile la verità: il Governo Monti, nell’immediatezza del suo insediamento, si è in prevalenza limitato ad attuare aggravi di pressione fiscale (eccetto l'Imu sulla prima casa, ndr), che erano già stati pianificati dal Governo di Berlusconi, Tremonti e della Lega Nord”.

Le analisi di Zanetti mostrano che dal 40,08% di pressione fiscale del 2005 al mostruoso 45,26% che si attende per questo 2013, ci siamo arrivati essenzialmente con due “scaloni” da circa 2,5 punti percentuali ciascuno: quello del 2006-2007, con cui approdammo al 42,65% e quello del 2011-2012, con cui siamo appunto arrivati all’attuale 45,26%.

“Sulle responsabilità del primo – chiarisce Zanetti - non ci sono dubbi di sorta: il centro-sinistra di Prodi e Visco; sulle responsabilità del secondo, frutto delle manovre varate nel secondo semestre 2011, prima dal governo Berlusconi e poi dal governo Monti, bisogna considerare la successione temporale dei Documenti Economici Finanziari: nel Def di aprile 2011 (prima dell’avvio dello stillicidio di manovre), la pressione fiscale era prevista sostanzialmente costante: il 42,48% del 2011 trovava conferma nel 42,74% del 2012, nel 42,59% del 2013 e nel 42,47% del 2014. Nel Def di settembre 2011 (dopo le due manovre estive del governo Berlusconi e prima del “Salva Italia” di Monti), le cose cambiano bruscamente; non tanto sul 2011 (dove si sale “appena” al 42,67%), ma sugli anni successivi: 44,07% sul 2012, 44,84% sul 2013 e 44,83% sul 2014”.

“Nel Def di dicembre 2011 (dopo il “Salva Italia” del governo Monti, lo “scalone” sugli anni dal 2012 in avanti cresce ulteriormente – puntualizza Zanetti - ma significativamente meno del balzo in avanti precedente: sul 2012 si sale al 45,23%, sul 2013 al 45,85% e sul 2014 al 45,72%”.

Tutti numeri, insomma, che mettono in luce come la parte più consistente dell'insopportabile aumento di pressione fiscale dal 2012 in avanti è stata sì attuata dal governo Monti, ma, - con l'eccezione dell'Imu sulla prima casa il cui conto è stato aggravato dalla corsa dei Comuni ad alzare le aliquote base -, pianificata dal governo Berlusconi.

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