Marco Sarti
Camera con vista
21 Gennaio Gen 2013 1558 21 gennaio 2013

Senza posto in lista? I consigli dello psichiatra al politico trombato

Per molti aspiranti parlamentari sarà una serataccia. La pubblicazione delle liste elettorali rappresenterà lo spartiacque di molte carriere politiche. Da domattina molti candidati potranno legittimamente sognare un seggio alla Camera o al Senato. Molti di più saranno i trombati. Lo psichiatra Tonino Cantelmi, professore di psicologia dello sviluppo alla Lumsa di Roma, si occupa del caso. Alcuni politici rischiano seriamente di andare in depressione. Ma in agguato ci sono anche ansia, delusione, rabbia. La sindrome del politico mancato è complessa. Parlando con Adnkronos Salute Cantelmi divide i politici trombati in quattro sottocategorie. Ci sono i vanagloriosi, i traditi, gli snob e i riciclati.

1) Il Vanaglorioso. «Un personaggio che si immaginava più valido, potente o abile di quello che è». È il classico politico convinto di essere indispensabile al partito. Per settimane ha raccontato ai suoi amici di essere capolista indiscutibile. La calamita di voti a cui il partito si è affidato sul territorio. Stasera scoprirà che è stato inserito in fondo alla lista. «La bocciatura - racconta Cantelmi all’Adnkronos - lo costringerà a riprendere contatto con la realtà. E non è da escludere che l’esperienza lo porti a cadere in depressione».

2) Il tradito. È il caso dell’aspirante deputato che aveva già concordato con il leader un buon posto in lista. Ma è stato superato all’ultimo dal collega più smaliziato (e convincente). Tra i parlamentari uscenti di Pd e Pdl ne vengono in mente parecchi. «Aveva fatto accordi e patti di ferro - racconta Cantelmi - intessuto alleanze e creato una rete di rapporti e favori che gli avevano fatto credere di essere “blindato”». Niente da fare. Che rischi corre? «In questi casi l’esclusione puo’ scatenare prima una forte rabbia, portando a immaginare ritorsioni e vendette per una decisione “subita” e vissuta come un’ingiustizia, insieme alla depressione per non avercela fatta».

3) Lo snob. Lui si è fatto fuori da solo, spesso a poche ore dalla chiusura delle liste. Solitamente più del coraggio ha contato il realismo. Il passo indietro è spesso subordinato all’imminente esclusione. «Lo snob voleva essere in lista o aveva avuto delle richieste in questo senso. Ma poi, subodorata la mala parata, ha fatto il bel gesto. Rinunciando o sfilandosi dalla contesa prima di incassare la bocciatura pubblica». Anche qui basta sfogliare il giornale per trovare un bel numero di esempi.

4) Il riciclato. Quello che una volta escluso dalle liste, pur di non rinunciare al seggio, si è trasferito in un altro partito. È il più fortunato della serie: rispetto agli altri potrebbe riuscire a farsi eleggere. «Almeno per ora è riuscito a evitare di ritrovarsi fra i trombati - spiega lo psichiatra - a costo di qualche acrobazia politica e attente trattative».

Posizione a parte per i “quasi-trombati”. Messi in lista dal dirigente di turno con la promessa di una poltrona a Roma. Ma candidati in una posizione così bassa da avere la certezza di non farcela. «Ecco direi che questa è una trombatura mascherata - dice ancora Cantelmi all’Adnkronos -- che può suscitare amarezza, ansia e delusione nei malcapitati». 

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