Andrea Tavecchio
Fisco e sviluppo
22 Gennaio Gen 2013 0759 22 gennaio 2013

Una proposta al Dr. Befera sui soldi e la politica

Qui di seguito una lettera, scritta con Pietro Ichino, sui soldi e la politica ed uscita oggi sul Il Foglio quotidiano.

Lo scorso anno il Parlamento italiano ha approvato una legge che riordina il finanziamento ai partiti, mirata sia a una riduzione dei contributi pubblici alla politica, sia a una maggiore trasparenza dei rendiconti. La stessa legge ha aumentato la percentuale di detrazione fiscale delle erogazioni liberali fatte a favore dei movimenti politici da imprese o privati cittadini.
La direzione intrapresa, anche se troppo timida, è quella giusta. Crediamo però che sia urgente procedere ad alcune modifiche di carattere interpretativo che permetterebbero alla competizione elettorale di essere davvero finanziata prevalentemente dal basso, con una grande pluralità di contributi relativamente piccoli dati dai singoli cittadini secondo i propri orientamenti, e quindi meno viziata dalla forza degli apparati.

Oggi le erogazioni liberali effettuate dai privati cittadini a favore di partiti e movimenti politici permettono di fruire di una detrazione fiscale pari al 24% degli importi versati che non eccedano i 10.000 euro all’anno; invece per i versamenti effettuati dalle imprese, la detrazione è pari al 19% dell’ammontare erogato, con un tetto di erogazioni agevolate pari a circa 103.000 euro all’anno. Purtroppo, in virtù di un’interpretazione restrittiva dell’Agenzia delle Entrate del maggio 2008, l’attuale regime agevolativo funziona solo per le donazioni fatte ai partiti veri e propri, mentre non viene riconosciuto sulle erogazioni liberali a favore di un singolo candidato o di un comitato elettorale.

Chiediamo, quindi, all’Agenzia delle Entrate di estendere la possibilità della detrazione anche nei casi in cui l’erogazione liberale sia fatta a favore di un singolo candidato o del suo comitato elettorale; una maggior possibilità di scelta e una più articolata allocazione delle erogazioni liberali tra i vari attori politici sarebbe a vantaggio della nobiltà dell’impegno politico. Sia per chi dona che per chi riceve. Luigi Einaudi scrisse “La libertà economica è la condizione necessaria della libertà politica”; noi aggiungiamo “La libertà economica, anche nel finanziamento ai singoli candidati, è la condizione necessaria della libertà politica”.

Pietro Ichino
Twitter @PietroIchino
Andrea Tavecchio
Twitter @AcTavecchio


 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook