Alessandro Oliva
Viva la Fifa
23 Gennaio Gen 2013 1013 23 gennaio 2013

Ma quale colpa dell'Inter: Sneijder sa bene che la Turchia è un paradiso fiscale

Ci ha provato, Wes, ad essere originale. Nel lasciare Milano e sbarcare a Istanbul manco fosse il nuovo re di Costantinopoli, il fantasista olandese Sneijder ha giustificato l'approdo al Galatasaray spiegando che negli ultimi anni all'Inter si è cambiato troppo e che sarebbe stato il suo vecchio allenatore Mourinho a consigliargli il cambio di casacca.

Un notevole cambio di rotta, visto che di solito i giocatori che passano da una squadra all'altra si perdono in chili di aria fritta: "Sono qui perchè ho sposato il progetto del tecnico", "Sognavo di giocare qui fin da bambino" (vero Ibra?), etc. E di sicuro Sneijder si sarà lasciato sfuggire certe amenità. Come è vero che all'Inter di recente si è cambiato troppo e male. Ma la vertià resta lì sul fondo, torbida come il fondo di certe bottiglie di vinaccio.

Sneijder deve pensare al futuro. ha 28 anni e con la crisi che impazza qualche soldo da parte deve pur metterlo. Sneijder all'Inter aveva uno stipendio di 6 milioni di euro, al lordo quasi 12. Nella nuova politica dell'Inter c'era la volontà di sparmarglielo fino al 2016 con opzione fino al 2017. Con il Galatasaray andrà a guadagnare 4 milioni a stagione fino al 2016, oltre a un bonus di 25.000 € a partita e un forfait da 6 milioni.

Un ingaggio importante diciamo così, che dipende molto dalla tassazione che vige in Turchia: solo il 15% sul netto (contro il 43% in Italia). Grazie a questo vantaggio fiscale il campionato turco ha potuto riportare in patria Mehmet Topal e Hamit Altıntop, finiti al Fenerbahçe e al Galatasaray, e si è arricchito con giocatori del calibro di Sow, Felipe Melo, Raul Meireles o Kuyt. Capito?

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