Pubblica Amministrazione: come compra e quando paga
24 Gennaio Gen 2013 2311 24 gennaio 2013

Confindustria punta alla centralizzazione degli acquisti ma per Piga, ex Presidente CONSIP, sarebbe un disastro

Speriamo che abbiano imparato dai nostri errori – si riferisce agli anni in cui il Professor Piga è stato presidente – e che la CONSIP centralizzi un po’ meno perché uccide le piccole imprese. La CONSIP serve soprattutto per centralizzare i dati e fare da benckmark di riferimento ma se fa gare grandi è un disastro per il territorio”.


Sono queste le parole, rilasciate nel corso di un’intervista a Radio24, con cui l’economista ex presidente della società per la centralizzazione degli acquisti nella P.A., ha commentato l’idea di aumentare i volumi delle attività da parte della CONSIP. Mi è venuta in mente dopo aver letto il progetto della Confindustria per superare l’emergenza economica e sociale “crescere si può, si deve”.


Infatti, una delle maggiori fonti, da cui la Confederazione Generale dell'Industria Italiana conta di recuperare le risorse per gli investimenti, è quella relativa al ricorso obbligatorio delle convenzioni CONSIP per l’acquisto di beni e servizi da parte degli enti locali.

In una nota all’interno del documento si legge che: “attualmente CONSIP, attraverso i suoi strumenti digitali, presidia solo 29 miliardi di spesa corrente per l'acquisto di beni e servizi, con risparmi di circa 4,5 miliardi. L'obiettivo posto dal Governo Monti e dall’ex Commissario Bondi è di superare al più presto la soglia dei 50 miliardi portando i risparmi complessivi annui intorno ai 9 miliardi. La spesa “aggredibile” attraverso il ricorso alla digitalizzazione, includendo anche quella dei Comuni, può superare i 100 miliardi (sui 136,1 di spesa per acquisti di beni e servizi sostenuti nel 2011 dall'intera PA), con risparmi complessivi pari ad almeno 10 miliardi. L’obbligo di ricorso alle Convenzioni CONSIP è stato esteso agli Enti locali ma solo per alcune categorie merceologiche (energia elettrica, carburanti, combustibili e telefonia)”.

La parola adesso a R.ETE Imprese Italia che prepara per il 28 gennaio una giornata di mobilitazione nazionale. Chissà se avrà in proposito idee a difesa dei suoi associati. Potrebbe chiedere gare più vicine al territorio proponendo un sistema che metta in rete le Stazioni Uniche Appaltanti volute due anni or sono con la legge 13 agosto 2010 n. 136 “piano straordinario contro le mafie”.


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