Alessandro Sannini
La nota
24 Gennaio Gen 2013 1813 24 gennaio 2013

Decreto Sviluppo : Si è dimenticato qualcosa?


Nel Dl 179/2012 ci sono spunti interessanti. Perché limitare il crowfunding solo alle Startup e non utilizzarlo anche per PMI e per tutti gli strumenti finanziari innovativi ad essa legati?

Con il Dl 179/2012 detto anche Decreto Sviluppo il Governo Monti ha delegato la regolamentazione del settore del Crowfunding alla Consob che ha pubblicato un questionario il 20 di gennaio sul suo sito istituzionale prodromico a una consultazione con il mercato il 1 Febbraio a Roma.

Il crowd funding o crowdfunding (dall’inglese crowd, folla e funding, finanziamento) è un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizzano il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone ed organizzazioni. Le Startup innovative, quindi, quelle ad alto valore tecnologico possono essere una risorsa di crescita e di competitività per il nostro paese.

Esistono già delle piattaforme che a vario livello permettono il reperimento di fondi attraverso piattaforme Web. Nel decreto si parla anche di di strumenti diversi per gestire esigenze diverse: cambiali per finanziare il circolante, obbligazioni per sostenere gli investimenti e obbligazioni partecipate per superare i momenti di crisi.

Il piatto forte della norma sta nella neutralità fiscale di questi strumenti, che consente alle imprese non quotate di avere lo stesso trattamento fiscale delle aziende quotate relativamente a obbligazioni o titoli similari.

In questo caso la rotta 2.0 che sta portando a regolamentare le piattafome di Crowfunding per le startup potrebbe avere un beneficio anche per le aziende già esistenti.Le piattaforme sul web potrebbero rappresentare un buonissimo strumento per aumentare la visibilità verso investitori di diverse classi di aziende dalle non quotate, alle quotande e alle quotate.

In ogni caso, il crowfunding rappresenta una sottoscrizione di qualcosa, quindi una sollecitazione all'investimento quindi una pratica sottoposta comunque a vigilanza da parte della consob. Perché non si pensa di estendere questa apertura 2.0 non solo alle start-up innovative che comunque hanno una classe di rischio molto alta tipica dei progetti di seed e venture capital anche alle aziende già esistenti.

Facendo un "debug" del DL 179/2012 si potrebbe immaginare ad esempio il collocamento di Bond di aziende non quotate su piattaforme web , rendendo possibile con costi molto ridotti l'avvicinamento di molti sottoscrittori. Concettualmente è la stesso una sottoscrizione, ma avviene su un'entità già esistente magari con una storia ed un memorandum disponibile nell'area riservata e protetta della piattaforma web.

Si introducono obbligazioni partecipative, che sono una strumento ibrido, quasi equity che potrebbero aiutare i problemi di sottocapitalizzazione che molte pmi italiane hanno fisiologicamente.Nonostante i costi e la complessità operativa sottostante, l’emissione di obbligazioni potrebbe diventare una soluzione di fInanziamento molto competitiva, anche per le imprese di minori dimensioni.

Anche per un investitore smaliziato ed è esperto è più facile valutare cose già esistenti che progetti futuri. Nel decreto sviluppo mancano riferimenti sui mercati di capitale. Non esiste alcuna azione concreta per stimolare l'ingresso in Borsa, anche su mercati secondari come Aim-Mac di nuove piccole medie imprese.Agevolandole se ne avrebbe un vantaggio secondario in termini di emersione di trasparenza per mezzo di adozione governance e di controllo di gestione dove non ce n'è , male necessario per sbarcare sui listini.

In questo insieme le stesse piattaforme di crowfunding potrebbero essere usate per il pre marketing e per le pre sottoscrizioni pre quotazioni di soggetti istituzionali ed investitori qualificate, rendendo worldwide l'informazione finanziaria e riducendo drasticamente i costi di road show. Le Start-up sono ovviamente stimolanti , ma il legislatore non può dimenticarsi di tutto il sistema delle aziende italiane con problemi di accesso al credito e carenza di circolante, magari con business buoni e tradizione di qualche generazione.

L'idea è una regolamentazione snella, però ad ampio spettro sulla finanza 2.0 che permetta l'utilizzo in maniera ortodossa di questi strumenti globali che viaggiano sulla rete e permettono di entrare in qualasiasi ufficio del mondo abbattendo barriere geografiche e sopratutto assimettrie informative.

La modifica degli articoli 50-quinquies -100 del Tuf in cui si apre la possibilità della creazione di portali di crowfunding rispettando la salvaguardia dell'affidabilità ed immettendo un regime derogatorio per quanto riguarda la disciplina della vendita di prodotti finanziari a distanza di fatto limitano queste innovazioni unicamente alle Startup innovative. Concettualmente che solleciti l'investimento su un progetto in fieri o su una startup o che solleciti l'investimento su un obbligazione di una non quotata, sull'acquisto di una quota di minoranza di un'azienda che ha fabbisogno di expansion capital.

Per quanto riguarda il debito, in realtà in Italia non esiste un mercato . Non sarebbe il caso di creare un Aim-Mac per questo tipo di strumenti anche se la sovrastruttura non crea mercato. Ma il mercato del debito consentirebbe di aumentare la “diversificazione” del portafoglio obbligazionario e attirare investitori interessati ad operazioni di maggior dimensioni. Gli investitori/sottoscrittori di questi Fondi specializzati nel debito sarebbero tipicamente investitori istituzionali (Fondazioni, Fondi pensione italiani ed esteri, Assicurazioni, Organismi sovranazionali, ecc.), Intermediari specializzati nel Private Placement e Privati (es. Family Office alla ricerca di elevati rendimenti).

Il legislatore post elezioni ci auguriamo che si confronti con questi problemi in maniera approfondita ed ordinata, ricordandosi che prima di voler giustamente incentivare le Startup bisogna mantenere e far crescere quello che c'è già , perchè l'Italia è il paese della Piccola Media Impresa ed abbiamo eccellenze che tutto il mondo riconosce come le tre F (Fashion , Food, Furniture) oppure la meccanica di precisione e spesso queste aziende non hanno volumi da multinazionale. Aspettando le elezioni, probabilmente sarebbe bello vedere qualcuno che oltre a parlare di "crescita" in ogni salsa, spieghi coerentemente quali incentivi e quali strumenti vuole utilizzare per sostenere crescita, innovazione e leadership in maniera concreta.

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