Fatti di Scienza
24 Gennaio Gen 2013 1529 24 gennaio 2013

Infezione intestinale? Ti trapianto la cacca!

Ok, già dal nome, Clostridium difficile, si poteva capire che si stava lottando contro un osso duro. Ma che per riuscire a liberarsene si potesse arrivare a farsi trapiantare la cacca di qualcun altro, e soprattutto che lo "cura" potesse avere effetti positivi, non era facile prevederlo. Qualcuno aveva già provato la "cura", ma finora mancava era un esperimento su un numero più alto di pazienti che mettesse davvero alla prova il trapianto fecale (questo il nome più tecnico) e ne dimostrasse la validatà e la sicurezza come terapia per alcune infezioni intestinali. Il trial lo ha pensato e realizzato un gruppo di ricercatori americani. Il risultato? Trapianto di cacca batte antibiotici 4 a 1.

Clostridium difficile (lo vedete anche nella foto qui sopra) è un batterio che a volte infetta l'intestino umano, causando fastidi non di poco conto. Come ci ricorda Wikipedia,

questo bacillo si trova normalmente nel microbiota umano per cui, se si utilizzano per lungo tempo antibiotici, questi possono distruggere anche quei batteri che tengono confinato il Clostridium il quale può prendere il sopravvento e provocare crampi addominali e malattie varie (colite pseudomembranosa). Queste malattie hanno un decorso benigno e autolimitanti tranne nel caso in cui ci sono complicanze che possono compromettere la parete intestinale con un possibile passaggio in circolo del bacillo e quindi morte dell'individuo.

In poche parole, normalmente ci si libera dell'infezione autonomamente, ma in alcuni casi chi se lo becca può passare lunghi periodi in una situazione di non salute, con conseguenze che possono essere anche gravi (i casi di morte, però, possiamo assicurarvi che non sono così frequenti da far impensierire). L'unica soluzione è una dose massiccia di antibiotici, che però hanno lo spiacevole effetto collaterale che ammazzano anche i batteri "buoni" (quelli che Wikipedia indica come "microbioma" dell'uomo) e che sono indispensabile per digerire normalmente. Ecco allora la soluzione, prendiamo la flora batterica di uno sano, il tipico amico regolare come un orologio svizzero, quello che digerisce anche i sassi, e trapiantiamo la sua flora batterica nell'intestino di chi è malato. E come si fa? Ecco che qua entra in gioco la cacca: la si fa produrre al donatore e la si infonde nell'intestino del ricevente attraverso un sondino naso-duodenale. In pratica un tubicino che dal naso porta la preziosa deiezione "sana" fin oltre lo stomaco direttamente nella parte alta dell'intestino. Un po' scomodo, ma per la salute si fa questo ed altro. (marco boscolo)

I pazienti dello studio americano dovevano tenere un diario delle proprie evacuazioni post-trapiato. Ebbene, nonostante lo scetticismo iniziale degli stessi medici, il trapianto ha fatto guarire 15 pazienti su 16. Nei due gruppi di controllo di 13 soggetti, in cui al posto della cacca si usava i tradizionali antibiotici, i successi sono stati un misero 3 su 13 e 4 su 13. Certo, i numeri sono ancora piccoli e probabilmente serviranno altre ricerche per confermare questi primi risultati. Al momento, però, la cacca ha asfaltato gli antibiotici. Come sottolinea Ed Young sul suo blog, inoltre, non bisogna tralasciare la riluttanza di farsi spingere le feci altrui giù dal naso, ma è pur vero che le medicine hanno sempre un cattivo sapore (!), altrimenti ci sembrano inefficaci.

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