Usi e consumi
26 Gennaio Gen 2013 1053 26 gennaio 2013

La sigaretta che fa bene...

Pensateci un attimo: quante persone conoscete che, negli ultimi mesi, sono passate dalle sigarette tradizionali a quelle elettroniche? Io parecchie. E, al di là di amici e conoscenti, sono tanti coloro che vedo in giro con in bocca quello strano cilindretto di plastica.


Di fatto, secondo l’Istituto Superiore della Sanità, il 20% dei fumatori italiani ha già sperimentato le sigarette digitali. Il risultato? Un mercato che vale, secondo le stime, 100 milioni di euro. Oltre al kit iniziale, occorre, infatti, acquistare i pezzi di ricambio (come le batterie) e i liquidi per le ricariche. E qui c’è davvero da sbizzarrirsi. Si va dagli aromi di tabacco ai sapori di frutta e verdura (compreso il pomodoro). Ma ci sono anche le note aromatiche ispirate al tiramisù, al torrone e ai pop corn. Se, poi, avete mal di gola l’ideale è l’e-sigarette al propoli, che ha un effetto lenitivo. Insomma, una sigaretta che fa bene…


Le ragioni del successo del fumo elettronico sono tante. Prima di tutto, soprattutto in periodo come quello attuale, vi è il tentativo di risparmiare: un anno di e-smoke costa (tra kit iniziale, pezzi di ricambio e liquidi) intorno ai 200 euro, mentre chi fuma una decina di sigarette al giorno spende almeno 700 l’anno. Poi vi sono le preoccupazioni per la salute. Non occorre una laurea in medicina per sapere che il fumo è una tra le principali cause di molteplici patologie, a partire da quelle polmonari e cardiovascolari.
Infine vi è la rigida messa al bando del fumo dai locali pubblici (uffici, bar, cinema, treni, aerei e così via), dove, invece, le e-sigarette sono consentite. Anche se cominciano a comparire le prime voci contrarie. Trenitalia, Alitalia e Ntv, per esempio, hanno confermato il divieto di utilizzarle non solo sui mezzi di trasporto ma anche negli scali e nelle stazioni. E il sindaco di Lomazzo, il leghista Giovanni Rusconi, ha emesso un’ordinanza che vieta agli e-smokers di fumare nei locali pubblici.

Resta da capire il motivo di tanto scrupolo: volontà di preservare gli ambienti comuni oppure tentativo di arginare un business che può dare fastidio a molti, a cominciare dai tabaccai?

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