In medias res
28 Gennaio Gen 2013 1117 28 gennaio 2013

L'informazione che estremizza; Berlusconi e le parole su Mussolini

Una delle caratteristiche più interessanti della comunicazione mediatica contemporanea è la sua tendenza all'estremizzazione. Con questa parola, estremizzazione, intendo un fenomeno preciso, ovvero il prendere un evento, coglierne i semi potenzialmente estremizzanti, espungere eventuali elementi di “ammorbidimento”, ricontestualizzare et voilà, presentare una bella bomba-scoop.
Scoop è proprio la parola giusta poiché, visto che si tratta di una tendenza comune a tutti i protagonisti dell'arena mediatica, nel suo opposto, nel cosiddetto “buco” (mancare una notizia fondamentale) si incorre in caso non si pratichi questa estremizzazione.

Un esempio abbastanza lampante lo troviamo nelle dichiarazioni di Berlusconi sul regime fascista di ieri, giorno della memoria.
Corriere.it titola, in home page, “Mussolini fece cose buone”.
Cliccando sul titolo il virgolettato cambia, si aggiunge una singola paroletta “Mussolini fece anche cose buone”. Ma nella didascalia al video dell'intervista si legge “Mussolini fece bene, le leggi razziali la colpa peggiore”.
Poi, finalmente, sentiamo l'intervista e Berlusconi pronuncia, parole testuali: “[...] il fatto delle leggi razziali è la peggiore colpa di un leader, Mussolini, che per tanti altri versi aveva fatto bene [...]”.

Ora, lungi da me difendere un uomo per cui ho ben poche simpatie; che ancora una volta parla di storia con un'approssimazione imbarazzante e una mancanza di opportunità e tatto incredibili. Berlusconi ha indubbie simpatie per la figura dell'uomo forte, per la configurazione dittatoriale per la quale il leader ha poteri pressoché illimitati e per tutto ciò che questo comporta.
Il regime fascista non si macchiò solo delle leggi razziali (e anche le stesse leggi razziali non furono solo frutto dell'imposizione hitleriana, come invece vaneggia Berlusconi), si sporcò di sangue le mani ben prima con l'assassinio Matteotti e i pestaggi delle sue squadracce.
Berlusconi quindi delira ancora (non è la prima volta) su un argomento delicato su cui dimostra di sapere poco, o di voler cogliere solo ciò che gli fa comodo.

Detto questo, perchè la copertura mediatica deve essere distorta?
Sì perché il delirio berlusconiano, che già era “pesante” di suo, ritagliato così, privato prima della congiunzione “anche” e poi storpiato in un clamoroso “Mussolini fece bene”, diventa un'uscita clamorosamente scorretta, probabilmente etichettabile come “aberrante”.

Se uno dice “Mussolini per molti altri versi fece bene” fa una dichiarazione malaccorta, ma in punta di teoria potrebbe riferirsi a cose su cui magari ci potrebbe essere l'accordo del lettore. Sforzando un po' la mia memoria ricordo la bonifica dell'Agro Pontino e alcune leggi per agevolare la produzione cinematografica... possibile che Berlusconi si riferisse a questo?
Non lo sappiamo, non possiamo saperlo. Sappiamo però che etichettando “Mussolini fece bene” si estremizza il pensiero di una persona che già fa della gaffe uno stile comunicativo.

Questa approssimazione è pelosa perchè rincorre il solito scopo finale, quello di sollecitare l'interesse del pubblico, che nel caso delle testate online è ancora più direttamente un obiettivo. Non c'è un giornale da comprare in edicola per leggere le dichiarazioni di Berlusconi; c'è semplicemente da cliccare sul titolo che crea sensazione (“Mussolini fece bene”) e leggere della sfilza di personaggi (soprattutto politici) che sfruttano questa rappresentazione scorretta per criticare il malaccorto di turno. Il clic è unità di reddito per le testate online...

E non si pensi che io stia qui a spaccare il capello perchè teorizzo sull'assenza di una sola paroletta in un titolo. Varie statistiche indicano come gran parte dei lettori di mass media informativi si fermino al titolo; e come questa parte diventi la maggioranza schiacciante quando poi, pur cliccando e vedendo l'articolo intero, lo scorre leggendo solo l'inizio dei vari paragrafi.

Ancora una volta, quindi, si sollecita una visione conflittuale dell'attualità e della sfera pubblica e politica. In cui non c'è spazio per argomentazioni, ma solo per titoloni, dichiarazioni incredibili, insulti e smentite. Così l'attenzione dei cittadini, in un giorno importante come quello di ieri, è stata ancora una volta spostata sulla bassa polemica sterile (le posizioni di Berlusconi sull'argomento sono note da tempo). Certo, si dirà, colpa soprattutto di chi quelle parole le ha dette (e si è letteralmente imbucato alla manifestazione...nella quale poi si è pure addormentato); ma se avessimo degli organi di informazione seri e intellettualmente onesti, forse, tutto questo non passerebbe i famosi “cancelli della notizia” o, più realisticamente, avrebbe meno spazio.

Come vedremo in qualche post futuro, questa tendenza si applica un po' a tutto e anche in casi meno facili come quello di estremizzare un mezzo delirio in un delirio intero.

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