Alessandro Da Rold
Portineria Milano
28 Gennaio Gen 2013 1953 28 gennaio 2013

United Colors of Padania: la Lega tra sindaci e candidati di colore

C'era una volta la Lega Nord che lottava contro i «negher» e «gli extracomunitari». È un'etichetta, quella di movimento xenofobo, che i leghisti fanno fatica a scrollarsi di dosso. A volte ricompare, negli slogan dell'europarlamentare Mario Borghezio o nelle valli del Trentino Alto Adige dove candidati della Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia sostengono che «bisogna fermare il razzismo della Lega Nord».

C'è stato pure il caso dell'assessore leghista Riccardo Grittini di Corbetta, tra i tifosi della Pro Patria che hanno fischiato il giocatore del Milan Boateng poche settimane fa. Eppure, dando uno sguardo in Lombardia, culla del leghismo, di Umberto Bossi e Roberto Maroni, non si può non notare che la densità di persone di colore, provenienti da altri paesi, sta iniziando ad aumentare dentro il Carroccio. 

Eravamo rimasti a Sandy Cane, sindaco di Viggiù, maroniana di ferro, di origine statunitense, che durante la battaglia tra cerchio magico e barbari sognanti si era distinta per alcune prese di posizione molto forti contro Bossi. 

C'è stato poi il caso di Hajer Fezzani, neo coordinatrice della sezione locale della Lega di Malnate. In questa campagna elettorale per le regionali in Lombardia il Carroccio di Maroni e Matteo Salvini - quest'ultimo spesso accusato di volere i treni della metropolitana differenziata per extracomunitari e italiani - hanno deciso di promuovere ancora una volta i padani di origine straniera. 

Nella lista della Lega per la Lombardia c'è per esempio Tony Iwobi, trentacinquenne di origini nigeriane, militante della Lega Nord, assessore ai Servizi sociali nella giunta Comunale di Spirano, paesino della bassa bergamasca. «La Lega?» dice «Ho abbracciato il suo progetto nel 1993 quando predicava il federalismo. Arrivavo dalla Nigeria, una nazione federalista e mi piaceva quell’idea».

Tony correrà a Bergamo, mentre a Brescia c'è un altro nome poco italiano. È quello della portoricana Concepcion Ayala, nata a Caguas, Puerto Rico. Il prossimo appuntamento sarà il parlamento? Quest'anno anche il Partito Democratico presenta dei candidati di origine straniera nelle sue liste per le politiche. 

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