Alessandro Da Rold
Portineria Milano
30 Gennaio Gen 2013 1851 30 gennaio 2013

Cari Pd e Ambrosoli, non era meglio essere garantisti sulle spese di Pdl e Lega in Lombardia?

L’inchiesta sulle spese in regione Lombardia si abbatte sul Partito Democratico e su Umberto Ambrosoli, il candidato di centrosinistra alle prossime elezioni regionali. Sono tutti indagati, a parte il segretario del Pd Maurizio Martina e Sara Valmaggi, il resto, insieme con Udc, Sel, Idv e Pensionati, è pronto a finire con spese di ogni tipo (Nutella, Big Mac, Cotolette, biglietti della metropolitana, cene e pranzi pure con Davide Mengacci) nei prossimi giorni sui giornali.

Sulle indagini della procura di Milano ho già preso posizione a dicembre, quando iniziarono a circolare i nomi di Popolo della Libertà e Lega Nord per le cosiddette «spese pazze» al Pirellone. All’epoca ci finirono dentro pure Nicole Minetti e il Renzo Bossi il Trota, ma avevamo mosso alcune critiche all’impianto accusatorio della procura.

Quasi gli stessi appunti che proprio adesso Sel, Pd, Idv, Udc e Pensionati stanno muovendo per difendersi dalle accuse di peculato e per l’aver approfittato del denaro pubblico dei cittadini: i medesimi usati dalla maggioranza di Formigoni. C’è da domandarsi allora perché, appena un mese e mezzo fa, gli stessi consiglieri di opposizioni non avessero già messo in conto che sarebbe finita così. Non bastava un po' di garantismo e prudenza? E allora fa quasi sorridere rileggersi le dichiarazioni proprio di quei consiglieri «democratici» che quando scattarono le indagini sulla maggioranza furono subito pronti a gridare allo scandalo.

Tra questi c’era per esempio Luca Gaffuri, capogruppo del Pd, che il 20 dicembre dichiarava in una nota: «“Quello che sta succedendo in Regione Lombardia è impressionante. Auspichiamo, come sempre, che la magistratura faccia al più presto chiarezza anche su questa vicenda. Quella che si chiude è certamente una legislatura da dimenticare. Voltare pagina è assolutamente necessario”. Ora è indagato. Fabio Pizzul, il 21 dicembre arrivava ad attaccare persino Roberto Formigoni, che chiedeva chiarezza sui conti dell’opposizione. “Davvero Formigoni chiede a noi di vedere le ricevute? Da che pulpito!”. Ora le ricevute sono finite tutte in tribunale. 

Che dire poi di Ambrosoli. Roberto Maroni, candidato della Lega Nord, si è andato a riprendere una dichiarazione del 21 dicembre scorso: «Nelle mie liste non ci saranno indagati». Ora invece ce ne sono. Si dimetteranno se verranno rinviati a giudizio. Ma il centrosinistra imparerà qualcosa da questa dura lezione?

Sul fronte delle indagini c'è poi un pò di tutto. C'è chi, come Carlo Spreafico, si è pure fatto rimborsare un barattolo di Nutella e un Big Mac. Ma è solo il primo di una lunga lista. 

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